Oltre la dieta: nutrizione e neuroscienze – con Alessandro Marchetto (Balanced)
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Trascrizione della puntata con Alessandro Marchetto
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Gerta Celaj
Benvenuti a Idee Imprenditoriali, Attività di Business e Startup Innovative. Sono Gerta e questo è il nostro spazio per esplorare il potenziale nascosto nel mondo imprenditoriale. Ogni settimana vi porteremo dietro le quinte dell'innovazione. Scopriremo insieme non solo i successi, ma anche quelle idee brillanti che aspettano ancora di sbocciare.
Che siate sognatori, innovatori o professionisti alla ricerca di nuovi orizzonti, qui troverete l'ispirazione per dare vita alla vostra prossima grande idea. Ciao a tutti e bentornati a Idee Imprenditoriali. Oggi parliamo di un tema che conosciamo quasi tutti, le diete. Quante volte abbiamo iniziato con entusiasmo e dopo qualche settimana abbiamo mollato? Il nostro ospite ha deciso di affrontare proprio questo problema.
Dopo un'esperienza da country manager, ha scelto di mettersi in proprio e ha fondato Balanced, un progetto che aiuta le persone a mangiare meglio, non con la classica dieta, ma lavorando sull'abitudine, con l'aiuto delle neuroscienze e con qualcuno che ti segue ogni giorno. Ecco con noi Alessandro Marchetto, co-founder e CEO di Balanced. Ciao Alessandro, benvenuto e grazie mille per aver accettato l'invito.
Alessandro Marchetto
Figurati, grazie a te per avermi chiamato.
Gerta Celaj
Alessandro, c'è stato un momento in cui hai capito che volevi lasciare Batgroup e lanciarti in qualcosa di tuo? Ci racconti un po'?
Alessandro Marchetto
Ho lavorato per Batmaid e per Batgroup per quattro anni e mezzo, un ambiente in cui c'è stata una crescita molto importante da quando sono entrato, e che mi aveva fatto avere determinate aspettative su quello che poteva essere l'evoluzione del mio lavoro, del mio ritorno e le possibilità in un'azienda che stava comunque crescendo in quel modo.
E ho iniziato a pensare in maniera concreta che forse questo non è il posto più adatto per me, mi piacerebbe riprendere a fare qualcosa per conto mio, cosa che tra l'altro avevo già fatto prima di lavorare per loro, perché dopo l'università avevo già lanciato una startup per conto mio.
È stato quando ho iniziato a vedere innanzitutto un ridimensionamento del potenziale valore delle shares che avevo io, ad esempio, e delle stock option che mi avevano dato, e quando dopo un periodo anche abbastanza lungo di diversi mesi i dipartimenti con cui lavoravo, nei quali poi non eseguivo direttamente le attività perché io facevo il country manager per loro, avevano iniziato da tempo a limitare quelle che erano le attività che comunque io avevo bisogno di eseguire per lo sviluppo e la crescita del mercato che io gestivo.
Questa situazione mi ha fatto iniziare a pensare di dire ok, forse, vediamo, mi piacerebbe riprendere a fare qualcosa per conto mio. Poi c'è stata appunto un'escalation abbastanza rapida verso l'interruzione del rapporto di lavoro, tendenzialmente perché era necessario tagliare dei costi da parte dell'azienda, e loro hanno preferito…
Io mi sono occupato per loro del lancio del mercato in Ticino e in Italia, era un'azienda svizzera, e ho gestito entrambi i mercati per due anni ciascuno. Io avevo ancora delle cose che volevo finire prima di eventualmente considerare concretamente di andarmene.
Però, per valutazioni che hanno fatto poi il CEO e chi insieme a lui ha pensato che un'ipotesi, una soluzione meno rischiosa di proseguire con me, era quella di proseguire con un'altra persona che magari poteva sembrargli più motivata, più coinvolta, e questo ha portato poi a separare le nostre strade.
Gerta Celaj
È una storia veramente interessante. Prima di Balanced c'è stato un momento in cui hai dubitato seriamente di non farcela? Cosa ti ha fatto andare avanti? Ci racconti un po'?
Alessandro Marchetto
In tanti episodi importanti della mia vita, come può essere stata la scelta di cosa fare dopo il liceo, piuttosto che la scelta dell'università, o di cosa fare dopo l'università, quei 4 o 5 momenti importanti in cui puoi prendere una strada o un'altra, non ci ho mai pensato troppo e nel momento di decidere ho sempre avuto una visione o comunque un'indicazione nella mia testa molto chiara da seguire.
Ho sempre avuto la fortuna di realizzare o di comprendere in maniera concreta quello che volevo fare nel momento in cui dovevo scegliere; il timore di non farcela, di sbagliare o di non riuscire a fare quello che vuoi fare, penso sia una cosa intrinseca in ogni persona e con la quale è importante, soprattutto se fai anche un lavoro come il mio, imparare a convivere.
Io penso che sia una cosa che si riesce a limitare e che non ti faccia influenzare da questo timore nel momento in cui costruisci una confidence adeguata, e questa cosa la costruisci prendendo le decisioni che, la maggior parte delle volte, si rivelano corrette.
Quindi ti ripeto, ci sono momenti ancora in cui mi sento magari non sicuro o non certo di come può andare una cosa, però fa parte della vita, in particolare se fai l'imprenditore o comunque devi gestire delle cose.
Gerta Celaj
E perché proprio la nutrizione? C'è una storia dietro a questo, personale?
Alessandro Marchetto
Personale non più di tanto, nel senso che io ho fatto, in realtà poi adesso sto seguendo un piano alimentare e di allenamento che mi ha fatto una mia dipendente, ma perché mi sembra corretto anche testare i prodotti e i servizi che facciamo in prima persona, e perché dopo anni ho avuto un nuovo obiettivo personale.
Mi piacerebbe mettere un po' più di massa e diventare un po' più muscoloso, perché la palestra è una delle cose della mia vita in cui non sono mai riuscito a farla come volevo.
E poi in realtà ho fatto una dieta nel 2022, un paio di anni prima di iniziare Balanced, dove l'ho fatta per sei mesi e ho perso i chili che dovevo perdere, e poi ho imparato come adeguare e gestire la mia alimentazione in maniera autonoma.
Quando ti parlavo prima del fatto che stavo ripensando di aprire qualcosa per conto mio, io ho una cara amica che è una nutrizionista e ho sempre pensato fosse un'ottima professionista che lavora molto bene, che lavora con passione.
E ci ho fatto un paio di meeting, abbiamo parlato per qualche ora insieme perché ho detto ma lei già conosce bene il mercato in cui lavora, vediamo se emerge qualche problema, qualcosa che si può migliorare, qualcosa di nuovo che si può fare. E non siamo poi arrivati in realtà a nulla di concreto da fare insieme.
Caso vuole che poi, mesi dopo, ho visto la proposta di Mamazen, il venture builder che è il nostro socio con cui lavoriamo, stavano cercando un founder per avviare un progetto legato alla nutrizione.
Era un mercato che avevo già approfondito in maniera un po' più che superficiale; l'ho sempre visto come un mercato molto grosso dove puoi fare delle cose, dei prodotti secondo me fighi, divertenti, dove puoi anche metterci un certo livello di creatività in quello che fai.
Vedevo la possibilità sia di fare qualcosa che mi sarebbe piaciuto personalmente, sia di poter fare qualcosa che sarebbe diventato, viste le dimensioni del mercato, effettivamente molto grosso; quindi questi sono i motivi principali per cui poi mi è interessato aprire qualcosa nel mercato della nutrizione.
Gerta Celaj
Riguardo le diete, che hai già citato un po', molti pensano che dietro una dieta fallita ci sia solo poca forza di volontà. Secondo te cosa hai scoperto finora?
Alessandro Marchetto
Che il motivo per cui un piano alimentare, una dieta, viene abbandonata o viene interrotta, le cause sono veramente tantissime, ci sono tante variabili; è difficile ricondurre tutto alla mancanza di forza di volontà, che tra l'altro è il primo ragionamento, la prima causa che abbiamo incominciato ad indagare, e di cui ci siamo accorti subito che è una cosa poco concreta, e che è riconducibile invece a diverse situazioni che riguardano più la vita reale della persona.
Io penso che i motivi principali per cui una persona interrompe il piano possano essere personali, come magari una situazione e un contesto in cui si trova che non è stimolante, non è adeguato e non facilita il proseguimento del percorso, personali dal punto di vista magari del non riuscire a ottenere quelli che sono dei miglioramenti o dei risultati che la persona spera di raggiungere; non per forza il motivo è il non seguire il piano adeguatamente, possono esserci tranquillamente anche delle motivazioni più mediche e patologiche che possono complicare il raggiungimento dei risultati legati a una dieta.
Possono essere pratici perché fare una dieta non è semplice, ti serve organizzazione, devi entrare bene in quello che è il contesto e in quella che è la tua vita, perché tendenzialmente se le cose alle persone vengono facilitate è più probabile che riescano a farle correttamente; e poi può essere anche perché uno si stufa di farla, che è assolutamente legittimo, uno non deve per forza proseguire se non ha voglia di farlo.
Questi ti dico che nella mia esperienza in questi due anni sono i motivi principali. Noi con il servizio che offriamo cerchiamo di andarli ad attaccare, di risolverli tutti quanti e un po' alla volta penso che stiamo riuscendo in maniera eccellente nell'aiutare le persone a seguire un piano alimentare nella maniera più facile possibile.
Gerta Celaj
Il loop dell'abitudine è il cuore del vostro prodotto. Com'è nata l'intuizione di costruire Balanced attorno a questo meccanismo invece che attorno alla classica dieta?
Alessandro Marchetto
Forse parte anche da alcune mie considerazioni personali, nel senso che io sono una persona che quando decide di fare una cosa si mette a farla, non ho bisogno di particolari stimoli o supporto dall'esterno, riesco in maniera molto autonoma a fare le cose che mi impongo di fare e quando vedevo che soprattutto all'inizio in tante persone questa cosa veniva meno, ho iniziato a chiedermi come si poteva eventualmente strutturare un processo e delle attività che portassero queste persone, un po' alla volta e con i loro tempi, a riuscire ad automatizzare dei comportamenti e fare in modo che quelle che erano magari le attività o le cose che a loro risultavano complesse da fare, un po' alla volta diventassero degli automatismi e iniziassero a far parte effettivamente della loro routine quotidiana.
Io ho fatto un ragionamento molto semplice su una mia esperienza personale di quando facevo, c'entra poco, lo so, però facevo il cameriere a Londra, mi sono chiesto qual è stata l'evoluzione che c'è stata da quando ero disastroso a quando, dopo diversi mesi, ho iniziato a capire come dovevo fare determinate cose, e abbiamo cercato di rapportare questi comportamenti e gli stimoli che io ricevevo all'interno di un percorso nutrizionale.
Era importante per noi che le attività che poi andavano a stimolare la ripetizione di un'attività e un po' alla volta il sentire questa attività come di routine all'interno del prodotto, e nell'analisi che abbiamo fatto di come si poteva influenzare, nelle modalità che noi credevamo legate al nostro servizio, il comportamento delle persone, abbiamo visto che c'erano poi anche delle basi di studi sulla neuroscienza che spiegavano in maniera concreta come, con delle attività ripetute in un certo modo, una persona sia poi più facilitata a fare una cosa che prima faceva fatica a fare, e noi questa parte qui l'abbiamo realizzata con il diario alimentare che noi facciamo fare ai pazienti all'interno dell'applicazione.
È importante che le persone poi riconoscano che questa attività viene, di fatto, supervisionata da un professionista di cui si fidano, e che ci sia un elemento giornaliero legato poi a una ricompensa che renda più naturale il comportamento che devono fare prima di questo reward.
Detto in maniera molto semplice, per una persona risulta più semplice seguire un piano alimentare, nel momento in cui sa che giornalmente deve mandare un resoconto di come è andata la sua giornata a un professionista che è lì apposta per seguirlo e vedere quello che sta facendo.
Questo legame rende la persona accountable, la ripetizione di questa attività fa sì che dopo 15-20 giorni l'attività di mandare il diario diventi naturale e, essendo che il contenuto del diario è come è andata la giornata e se tendenzialmente anche il piano è stato rispettato in un certo modo, appunto è quello che poi il professionista va a controllare e a rivedere, il rispettare il piano gli risulta un po' più semplice e naturale rispetto a farlo in autonomia.
Gerta Celaj
Infatti voi avete tantissime recensioni sul vostro sito, con l'82% eccellenti o buone, complimenti perché è un bel traguardo, cosa vi dice questo numero sul bisogno reale delle persone, Alessandro?
Alessandro Marchetto
Le recensioni sicuramente sono un ottimo modo, se fatte comunque in maniera naturale e spontanea dalle persone, per comprendere meglio quelli che sono i momenti, i punti e le componenti del servizio in cui il paziente percepisce il maggior valore.
E queste informazioni poi ci tornano estremamente utili per, ad esempio, portarle in comunicazione per riuscire a coinvolgere meglio l'audience a cui ci rivolgiamo, per far capire meglio alle persone come funziona il servizio nel momento in cui magari dobbiamo spiegarlo in delle campagne piuttosto che sul sito, per capire quali sono le parti del servizio stesso che i clienti apprezzano di più.
Noi poi, al di là delle recensioni pubbliche, abbiamo anche un sistema di feedback interno dove raccogliamo feedback anche su tutte quelle che sono invece le parti da migliorare, che possono funzionare meglio, oppure le cose nuove che invece possiamo sviluppare che permetterebbero ai nostri clienti di fare un percorso più semplice, più lineare, avere una feature in più che li aiuti a risolvere un'esigenza specifica, a trovare in sostanza nuove cose o a migliorare quelle esistenti per fare in modo che le persone percepiscano sempre più valore nei confronti del servizio che stanno utilizzando.
Gerta Celaj
Perfetto. E da founder cosa ti ha sorpreso di più, soprattutto nel vedere come reagiscono magari le persone che seguono ogni giorno la dieta invece di lasciarla solo con un piano alimentare?
Alessandro Marchetto
Una cosa che mi ha sorpreso può essere il fatto di come ci siano diverse persone che sono con noi anche da un anno, un anno e mezzo, persone addirittura che… noi siamo aperti da poco più di due anni, anzi tipo due anni e una settimana, e ci sono persone che abbiamo ancora attive da quando abbiamo fatto i beta test quindi persone che sono attive da più di due anni con il nostro servizio.
E quello che mi ha sorpreso è come poi il valore che danno al servizio evolva nel tempo, nel senso che queste persone qua, il valore che percepiscono ora è il legame che hanno col professionista, e il fatto che hanno trovato anche il loro equilibrio nel rapporto che hanno, e che gli permette di mantenere lo stile di vita che hanno sviluppato insieme a noi, perché sanno che hanno comunque una figura che li segue, sanno che se hanno bisogno è presente e ti direi che il sapere che il professionista è presente per assisterli ha un impatto; è una cosa che mi ha sorpreso, e che ci permette poi anche di avere persone che rimangono con noi, nonostante abbiano concluso, magari, il piano alimentare, e adesso stiano affrontando fasi della vita diverse.
Gerta Celaj
Se una persona che ci ascolta sta rimandando da mesi magari il momento di cambiare qualcosa nella vita, la dieta, eccetera, cosa le diresti tu Alessandro?
Alessandro Marchetto
Le direi di smettere di rimandarlo perché, come in ogni cosa, cambiare e modificare le proprie abitudini, la propria routine, può sembrare non spaventoso però complicato all'inizio.
È normale che ci sia un po' di inerzia, però i benefici che può avere su tanti aspetti della propria persona, sia a livello estetico, sia a livello di salute, sia a livello di energia, correggendo la propria alimentazione, sono secondo me molto più grandi di quanto si aspetti, e che nel giro di relativamente poco tempo non vedrà più il fare una dieta come qualcosa di restrittivo che lo privi di determinate cose, ma che in realtà può tranquillamente far parte della sua vita per tantissimo tempo, possibilmente per sempre.
Gerta Celaj
Qual è il sogno più grande che hai per Balanced? Cosa vorresti che diventasse nei prossimi anni, sia per mercato che per le persone?
Alessandro Marchetto
Il sogno più grande che ho? Allora, a me piacerebbe che diventasse un prodotto molto pop, cioè un prodotto che la gente consuma giornalmente, e credo che i presupposti possano esserci perché seguire un piano alimentare è una cosa che ti prende molti momenti della giornata.
Le basi eventualmente per diventare un servizio di questo tipo ci sono; mi piacerebbe che fosse un servizio che la gente usa tutti i giorni e che faccia effettivamente parte della loro vita.
In particolare, mi piacerebbe poter far sì che tante persone, milioni di persone che, come ti accennavo prima, faticano nel trovare una propria forza interiore nel riuscire a fare qualcosa che gli è sempre risultato complicato, riescano invece a trovarla grazie al servizio che offriamo e al modo in cui offriamo il nostro servizio.
Gerta Celaj
Grazie mille Alessandro per aver raccontato la tua storia e ti auguro tanta crescita.
Alessandro Marchetto
Grazie a te, è stato un piacere e una conversazione molto piacevole e interessante.
Gerta Celaj
E grazie a voi che ci avete ascoltato, ci sentiamo alla prossima puntata di Idee Imprenditoriali. Ciao a tutti!
Con questa puntata abbiamo ospitato Alessandro Marchetto, cofondatore e CEO di Balanced, realtà che propone un nuovo approccio alla nutrizione basato sulle neuroscienze, sull’abitudine e su un professionista che segue le persone ogni giorno.
Dopo gli anni da country manager in Batgroup, Alessandro ha scelto di affrontare un problema che conoscono quasi tutti, la dieta iniziata con entusiasmo e mollata dopo qualche settimana. Oggi è convinto che una dieta si abbandoni per motivi legati alla vita reale, molto più che per mancanza di forza di volontà. Racconta anche la decisione di mettersi in proprio, i momenti di dubbio e le ragioni che lo hanno portato a occuparsi di nutrizione.
Balanced, la nutrizione oltre la dieta tra neuroscienze e abitudini
Alessandro Marchetto lavora per quattro anni e mezzo tra Batmaid e Batgroup, gruppo svizzero in forte crescita. Da country manager lancia i mercati del Ticino e dell’Italia, due anni ciascuno. Col tempo però il valore potenziale delle sue quote e delle stock option si ridimensiona. Per mesi, inoltre, i dipartimenti con cui lavora limitano le attività che gli servono per far crescere il mercato. Matura così la voglia di fare qualcosa di suo. Poi l’azienda deve tagliare i costi e le strade si separano in fretta.
La scelta della nutrizione non nasce da una storia personale particolare. Nel 2022 Alessandro ha seguito una dieta per sei mesi, ha perso i chili che voleva e ha imparato a gestirsi da solo. Quando pensa di mettersi in proprio prova a far nascere un’idea imprenditoriale con un’amica nutrizionista, senza risultati concreti. Mesi dopo Mamazen, il venture builder oggi socio dell’azienda, cerca un founder per un’idea di business legata alla nutrizione. Nasce così Balanced, con Alessandro Marchetto alla guida, in un mercato grande e con spazio per la creatività.
Alessandro Marchetto, Balanced e il loop dell’abitudine
Che dietro una dieta fallita ci sia solo poca forza di volontà è la prima ipotesi che il team ha indagato, e la prima a cadere. Le cause, secondo Alessandro, stanno nella vita reale. Può pesare un contesto che non aiuta, i risultati possono tardare anche per motivi medici e organizzarsi costa fatica. A volte subentra la noia, per lui legittima. Il loop dell’abitudine nasce invece da un ricordo personale. Quando faceva il cameriere a Londra, all’inizio era un disastro, e solo dopo diversi mesi ha imparato a lavorare bene.
Il team ha trasferito quell’esperienza in un percorso nutrizionale, trovando conferma negli studi di neuroscienze sulle attività ripetute. In Balanced, spiega Alessandro Marchetto, questo meccanismo prende forma nel diario alimentare che i pazienti compilano ogni giorno nell’app. Lo controlla un professionista di cui si fidano. Sapere che qualcuno aspetta il resoconto della giornata, con un appuntamento quotidiano legato a una ricompensa, rende la persona responsabile. Dopo 15 o 20 giorni mandare il diario diventa naturale, e rispettare il piano risulta più semplice che farlo da soli.
I temi della puntata
Perché una dieta si interrompe per tante ragioni legate alla vita reale e quasi mai per semplice mancanza di forza di volontà.
Il loop dell’abitudine come cuore del prodotto al posto della dieta tradizionale, con un diario alimentare che dopo 15 o 20 giorni diventa un automatismo.
Il valore di un supporto quotidiano e cosa raccontano le quasi 400 recensioni degli utenti, utili anche a spiegare il servizio nelle campagne.
Il sistema interno di feedback con cui l’azienda raccoglie le parti da migliorare e le nuove funzioni da sviluppare.
Le persone attive fin dai tempi del beta test, che restano anche dopo aver concluso il piano alimentare per il legame costruito con il professionista.
Un consiglio per chi rimanda da mesi un cambiamento, nella dieta o nella vita. L’inerzia iniziale è normale e i benefici per salute, energia e aspetto sono più grandi di quanto ci si aspetti.
Chi è Alessandro Marchetto
Alessandro Marchetto è cofondatore e CEO di Balanced, nata insieme al venture builder Mamazen. Al momento della puntata il servizio è aperto da poco più di due anni. Prima è stato per quattro anni e mezzo country manager di Batmaid e Batgroup, e dopo l’università aveva già lanciato una startup per conto suo.
Nelle scelte importanti, da quella dopo il liceo a quella dell’università, dice di aver sempre avuto in testa un’indicazione chiara da seguire. Il timore di sbagliare per lui fa parte del fare impresa. Si tiene a bada costruendo fiducia, con decisioni che il più delle volte si rivelano giuste. Oggi segue un piano alimentare e di allenamento preparato da una sua dipendente. Lo fa per provare in prima persona il servizio e perché vorrebbe mettere su un po’ di massa muscolare. Il suo sogno è che Balanced diventi un prodotto pop, usato ogni giorno da milioni di persone che faticano a trovare la forza di cambiare.
Chi ha iniziato e mollato più di una dieta troverà in questa puntata qualche risposta. A chi lavora nel benessere offre invece un esempio di servizio costruito attorno alle abitudini delle persone. La conduce Gerta Celaj per Idee Imprenditoriali, il podcast su attività di business e startup innovative.
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