Con questa puntata abbiamo ospitato Francesco Finazzi, ingegnere, ex pilota militare e cofondatore di Myndoor, la startup che ha sviluppato un’intelligenza artificiale capace di intercettare lo stress in azienda dal modo in cui le persone comunicano.
Francesco ha trasformato l’esperienza dei voli in un’idea di business al servizio del benessere sul lavoro. È convinto che l’AI e i dati possano diventare uno scudo per la salute mentale dei team, mettendo le persone prima dei numeri. In puntata racconta il passaggio dalla cloche al codice e spiega come funziona il modello alla base del brevetto. Poi chiarisce quali garanzie tengono l’AI dalla parte dei dipendenti.
Myndoor, l’algoritmo delle emozioni che misura lo stress sul lavoro
Quando Francesco faceva il pilota militare, la maggior parte degli incidenti dipendeva dallo human factor, il fattore umano non gestito o gestito troppo tardi. Ancora in servizio, insieme a un collega, ha avviato una ricerca scientifica per capire come cambia la comunicazione in base al benessere mentale. Voleva riconoscere lo stress prima che provocasse incidenti. Al momento della puntata il lavoro andava avanti da circa otto anni. Dopo moltissimi dati raccolti e la collaborazione con tanti istituti, la ricerca è diventata un progetto e poi un prodotto.
Francesco Finazzi precisa di non aver costruito da solo l’algoritmo di Myndoor. Nel team ci sono psicologi, esperti di linguistica e di reti neurali, e soci che lavoravano con gli LLM prima che diventassero di moda. Il modello è stato addestrato unendo i dati psicologici al peso che gli psicologi davano alle singole espressioni. Il brevetto depositato si basa sulla stress detection semantica, che osserva come cambia nel tempo il significato di ciò che diciamo o scriviamo. Vale per la voce come per un diario personale, e permette di cogliere i periodi di stress prima dei sintomi fisici.
Francesco Finazzi e il coach virtuale di Myndoor
In pratica Myndoor è un coach virtuale, disponibile come app e come web app, con cui si chiacchiera come si farebbe con ChatGPT. Dalle conversazioni, giorno dopo giorno, ricava l’andamento del benessere e avvisa quando si attraversa un periodo impegnativo o pericoloso. Propone anche esercizi adatti allo stato mentale di quel giorno, dalla respirazione alla mindfulness fino a una semplice passeggiata. Alcuni utenti lo confermano con feedback spontanei, del tipo «quel giorno ero proprio alterato e mi ha fatto bene fare quella pausa».
Al timore del Grande Fratello aziendale, Francesco Finazzi risponde che Myndoor non legge in background mail e messaggi. Analizza solo le conversazioni volontarie con il coach, con consenso revocabile e senza salvarle, perché si addestra con partner scientifici, non sui dati degli utenti. Quanto ai casi concreti, per motivi di privacy il team non sa chi siano i singoli utenti. Con il permesso delle aziende raccoglie solo dati aggregati e anonimi di almeno dieci persone. In alcune realtà questi dati mostrano un calo dello stress tra il 15 e il 17 per cento nei primi mesi.
I temi della puntata
- Il passaggio dalla cloche al codice, dalla vita da pilota militare a quella da startupper nel mondo dell’innovazione.
- Perché il fattore umano pesa tanto negli incidenti di volo e come ne è nata una ricerca sul legame tra comunicazione e benessere mentale.
- Come l’approccio analitico dell’ingegneria incontra psicologia, linguistica e reti neurali nell’algoritmo delle emozioni alla base del brevetto.
- Un coach virtuale che riconosce i periodi di stress prima del burnout e suggerisce ogni giorno pause, respirazione e mindfulness.
- La privacy dei dipendenti, tra consenso, conversazioni mai salvate e dati solo aggregati, come risposta al timore del Grande Fratello aziendale.
- Provarci per non restare con il rimpianto, il consiglio di Francesco a chi sogna un’impresa che unisca intelligenza artificiale e impatto sociale.
Chi è Francesco Finazzi
Francesco Finazzi è un ingegnere ed ex pilota militare, cofondatore di Myndoor. Per fare impresa ha lasciato un lavoro sicuro e aperto una startup innovativa, un salto nel vuoto. Lo ha scelto perché voleva creare qualcosa di nuovo, capace di lasciare un segno e di aiutare davvero le persone. Al Francesco del primo giorno, e a chiunque abbia un’idea imprenditoriale nel cassetto, consiglierebbe di fare ciò che sente giusto e di provarci. È lo stesso consiglio che si ripete ancora oggi, perché chi non ci prova si porta dietro il rimpianto. Anche lui riceve gli alert dell’algoritmo e fa cinque minuti di respirazione ogni giorno, soprattutto la mattina.
Tra i libri che hanno cambiato la sua prospettiva cita Marco Aurelio, da tenere sul comodino. Leggere i problemi di chi era di fatto a capo del mondo conosciuto, spiega, aiuta a ridimensionare i propri. Legge molti romanzi e consiglia la fantascienza del ciclo di Hyperion di Dan Simmons. Per lui i romanzi aiutano ad avvicinarsi alle emozioni in un modo che un trattato spesso non riesce a fare.
Se ti interessa il benessere al lavoro ascolta anche Luca Brusamolino di Workitect e, per il coaching con l’AI, Pietro Picogna di The Pack.
Una puntata di Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su attività di business e startup innovative, per manager, responsabili HR e imprenditori attenti al benessere dei propri team. È utile anche a chi cerca un esempio concreto di intelligenza artificiale al servizio della salute mentale in azienda.