Con questa puntata abbiamo ospitato Lucia Arcarisi, presidente dei Giovani Imprenditori di CNA Pisa e fondatrice e CEO di Weabios, la startup che rende intelligenti le superfici con i sensori tessili, nata come spin off dell’Università di Pisa.
Arrivata a Pisa per studiare ingegneria biomedica, Lucia ha trasformato la sua tesi di laurea magistrale in un’impresa. Si parla di come nasce una startup, del momento in cui sembra di dover chiudere tutto e del futuro della tecnologia che portiamo addosso. Il filo che lega i suoi ruoli, dice, è l’innovazione, insieme alla voglia di fare cose nuove che aiutino e connettano le persone.
Weabios, dalla tesi all’idea imprenditoriale dei sensori tessili
Il nome Weabios viene da wearable and biosensing, il nome del gruppo di ricerca dell’Università di Pisa da cui è nata la startup. L’idea di business di Weabios nasce dalla tesi magistrale di Lucia Arcarisi, dedicata a un reggiseno sensorizzato per l’autopalpazione. Il dispositivo doveva aiutare a riconoscere i tumori al seno. Quei sensori tessili, capaci di rilevare la forza su una superficie, sono diventati il centro del suo lavoro. Lucia ha continuato a perfezionarli. Oggi Weabios li usa per rendere intelligenti le superfici e migliorare il benessere delle persone, per esempio di chi lavora molte ore seduto.
Tra le mille difficoltà affrontate, Lucia ne ricorda una emblematica, legata a un fornitore. La startup usava un tessuto con un grado di elasticità particolare, adatto a dispositivi indossabili minimamente invasivi. Tutti i prodotti erano costruiti su quel materiale. Un giorno il fornitore ha deciso di non venderlo più e l’azienda si è trovata quasi costretta a chiudere. Sul mercato c’erano tessuti simili, ma non elastici. Lucia e i colleghi hanno inventato un modo per tagliarli e combinarli, e da qui è nato il brevetto oggi fondamentale per Weabios.
Lucia Arcarisi, Weabios e l’ecosistema dell’innovazione a Pisa
Oltre a guidare Weabios, Lucia Arcarisi è presidente dei Giovani Imprenditori di CNA Pisa. In questo ruolo vuole dare strumenti migliori a chi, come lei, si è trovato in difficoltà all’inizio del percorso. I due ruoli, spiega, si nutrono a vicenda. L’associazione le permette di condividere problemi e idee con altri imprenditori e di fare rete. Come ripete spesso, è meglio avere un numero di telefono in più che 100 euro in tasca. Aver avviato un business da sola, partendo da zero, le fa capire invece le difficoltà dei giovani che vogliono fare impresa.
Pisa è una scelta fatta due volte. Venendo dalla Sicilia, Lucia avrebbe potuto studiare a Milano o a Torino. Ha preferito una città a misura d’uomo, e l’ha scelta prima da studentessa e poi da imprenditrice. La definisce una finestra sul mondo dell’innovazione, piccolissima ma con tre università e un polo tecnologico. Le infrastrutture non sono quelle della vicina Firenze, ammette. A Pisa però una giovane impresa non è un numero, come rischierebbe di essere a Milano. Il vicino di casa, poi, può essere qualcuno che lancia una startup di robotica.
I temi della puntata
- Come nasce una spin off universitaria a partire da una tesi di laurea e da una mail dell’università che proponeva un percorso per diventare imprenditori.
- Il valore del networking per chi fa impresa e il ruolo di un’associazione come CNA nel condividere difficoltà e nuove idee.
- Vantaggi e limiti di fare impresa innovativa a Pisa rispetto a una grande città come Milano.
- Il fashion tech per studenti senza competenze tecnologiche, la sostenibilità nella moda e il futuro dei dispositivi indossabili che monitorano il benessere.
- L’ossessione verso il problema come principio di leadership, che vale per l’open innovation, per le presentazioni e per la guida di un team.
- Il consiglio a chi ha un’idea nel cassetto e paura di partire, guardare il primo gradino invece del muro, darsi piccoli obiettivi e farsi aiutare.
Chi è Lucia Arcarisi
Lucia Arcarisi, fondatrice e CEO di Weabios, è un’imprenditrice siciliana che si è trasferita a Pisa per studiare ingegneria biomedica e ci è rimasta. Weabios, spin off dell’Università di Pisa, è nata dai suoi studi sui sensori tessili. Lucia è anche presidente dei Giovani Imprenditori di CNA Pisa e ha insegnato tecnologie interattive per la moda all’Istituto Modartech di Pontedera. Cresciuta in una famiglia di imprenditori, con un nonno che la rendeva partecipe del suo lavoro, ha sentito la vocazione per l’impresa fin da piccola. La sua strada, però, l’ha costruita da sola.
Come molti ingegneri, racconta, era portata ad amare la soluzione e la tecnologia. Da imprenditrice ha capito che conta prima di tutto il problema da risolvere. A chi vuole partire dice per scherzo di non fare impresa, poi aggiunge che è un’esperienza bellissima. La sera ti manda a letto con tanti pensieri, ma la mattina ti fa alzare con la voglia di fare.
Temi vicini, le startup nate all’Università di Pisa e la tecnologia per la salute, sono al centro delle puntate con Ira Sulejmeni di Clearchain e Gianmarco Troia di Qwince.
Chi sta pensando di trasformare una ricerca universitaria in impresa troverà nella storia di Lucia un esempio concreto. Anche chi si chiede se una città piccola possa far crescere un’azienda innovativa avrà un punto di vista su Pisa. È una puntata di Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su business e startup innovative.