Con questa puntata abbiamo ospitato Luigi Montanelli, fondatore e CEO di CleanAir Europe, azienda che realizza su misura cestelli porta maniche per la filtrazione industriale e che oggi lavora in oltre 30 paesi del mondo.
Quasi trent’anni di impresa, partiti dalla Brianza alla fine degli anni Novanta nell’azienda di famiglia e passati anche dall’India, dove nel 2006 una nuova società è nata praticamente da zero. Luigi ha raccontato come si porta all’estero un prodotto tecnico e ingombrante e come si innova in un settore molto conservativo. Il tema più curioso è quello dei pagamenti in Bitcoin, che l’azienda accetta anche se nessun cliente li ha ancora usati. Spazio poi alla nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria, che per Luigi può spingere l’adozione dei prodotti CleanAir.
CleanAir Europe, l’idea di business di Luigi Montanelli
Luigi nasce e cresce a Lecco, città del filo metallico. Il nonno e poi il padre avevano un’azienda del settore. Ci entra a 25 anni, sei mesi prima della laurea in giurisprudenza e senza esperienza pratica. Si occupa dei cestelli porta maniche filtranti, una nicchia da circa il 5% del fatturato. Gli altri prodotti erano standard e si vendevano dal magazzino, il cestello invece si costruisce sui disegni del cliente. Da questa differenza nasce l’idea imprenditoriale di CleanAir, che separa quel business dal resto per svilupparlo su nuovi mercati.
Il cestello è ingombrante e il trasporto pesa fino al 30 o 40% del prezzo, quindi conviene produrre in loco. Dopo la società aperta nel 2003 negli Stati Uniti, Luigi preferisce l’India alla Cina per la crescita del mercato e regole più stabili. Nel 2006 parte la società indiana, su un terreno senz’acqua dove bisogna scavare un pozzo. Il fatturato arriva a oltre due milioni e mezzo di euro, con quasi cento persone. Quando un imprenditore locale fa un’offerta, una distanza culturale e gestionale mai colmata convince a vendere.
Luigi e l’innovazione di CleanAir Europe in un settore tradizionale
Banalizzando, un cestello è fatto di fili di ferro saldati e il cliente rischia di vederlo come una commodity. CleanAir Europe lavora per mostrare come il prodotto migliori le performance del cliente. Il trattamento in cataforesi EcoHPC nasce dalla linea automatizzata su cui il padre scommise nei primi anni Ottanta. All’inizio sembrava un fallimento, oggi il trattamento evoluto riguarda il 60% delle vendite. EcoSmart, con tecnologia NFC, ed EcoAtex nascono da una riunione mensile tra reparti. Il progetto più recente è EcoSense, annunciato per una fiera in Germania.
La passione di Luigi per la tecnologia ha portato l’azienda ad accettare pagamenti in Bitcoin, scelta rarissima nel B2B industriale. Con schiettezza ammette che è stato un fallimento, perché nessun cliente ha mai pagato così, ma il servizio resta attivo. Nella direttiva europea 2024/2881 sulla qualità dell’aria, con orizzonte 2030, Luigi Montanelli vede invece un catalizzatore per CleanAir Europe. Tra i clienti ci sono cementifici, acciaierie e impianti di trattamento dei rifiuti. Il rischio, dice, è un’Europa virtuosa ma meno competitiva di paesi come l’India, dove certi parametri nemmeno si considerano.
I temi della puntata
- Perché un prodotto ingombrante come il cestello porta maniche spinge verso un’internazionalizzazione fatta di produzioni locali invece che di spedizioni dall’Italia.
- L’avventura di CleanAir in India, partita nel 2006 praticamente da zero e chiusa con la cessione a un imprenditore locale.
- Come si fa innovazione in un settore tradizionale partendo da una linea di cataforesi che negli anni Ottanta lavorava poche ore al mese.
- I pagamenti in Bitcoin nel B2B e la scelta di tenerli attivi anche se nessun cliente li ha ancora usati.
- La nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria, vista da Luigi come un catalizzatore per il suo business e come un rischio per la competitività dell’Europa.
- Il consiglio a chi vuole fare l’imprenditore, cioè farlo solo con passione e metodo.
Chi è Luigi Montanelli
Luigi Montanelli è lecchese, figlio e nipote di imprenditori del filo metallico, ed è fondatore e CEO di CleanAir Europe. Dopo il liceo scientifico ha studiato giurisprudenza all’Università Statale di Milano e per un periodo ha pensato alla libera professione. La madre lo spingeva a seguire le sue passioni, il padre sperava con discrezione di vederlo in azienda. Il primo mercato estero che ha seguito in prima persona è stato quello americano. In parallelo ha guardato all’Asia, dove dopo diversi tentativi in Cina ha preferito mercati come Thailandia e Filippine.
A chi vuole fare impresa consiglia passione e metodo. Per lui quello dell’imprenditore è il lavoro più bello del mondo, perché permette di misurarsi con produzione, vendite, marketing e finanza. Però chiede sacrifici e fa pensare ai problemi anche di notte. Chi cerca fama e soldi, dice, farebbe meglio a scegliere altro. Al Luigi di trent’anni fa invece non direbbe nulla, perché anche gli errori e le volte in cui ha picchiato la testa contro il muro sono diventati il suo bagaglio.
Chi vuole portare prodotti italiani sui mercati esteri può ascoltare anche Stefano Boffi di Amastar, mentre di nuove forme di pagamento abbiamo parlato con Fabio Marniga di Qodeup.
Una puntata di Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su attività di business e startup innovative, per chi produce in una nicchia industriale e vuole portarla su mercati lontani, e per chi cerca il modo di innovare in un settore che cambia lentamente.