Con questa puntata abbiamo ospitato Marco Righi, cofondatore e CEO di Flash Battery, l’azienda italiana che progetta e produce batterie al litio su misura per macchine e veicoli industriali, pensate per non avere bisogno di manutenzione.
Marco ci ha raccontato come la vendita inaspettata dell’azienda del padre, che avrebbe potuto spegnere un sogno, sia diventata invece la spinta a costruire qualcosa di suo. L’idea imprenditoriale prende forma di notte, in garage, insieme all’amico d’infanzia Alan, con lo sviluppo del sistema elettronico poi brevettato che fa funzionare davvero le batterie al litio dei veicoli industriali.
Flash Battery, dal garage di Marco Righi al litio per l’industria
Gli anni vissuti da figlio di imprenditore fanno crescere in Marco la voglia di fare impresa, mentre la passione per l’elettronica la coltiva fin da ragazzo con Alan, costruendo centraline per comandare le luci a tempo di musica. Quando il padre vende l’azienda lui è all’estero a sviluppare progetti con i clienti e la notizia lo coglie di sorpresa. Ammette di non averla presa benissimo. Si rimbocca le maniche con esperienze molto semplici, dal montaggio di impianti d’allarme al ruolo di commerciale per un’azienda di formazione, sapendo che la sua missione sarà creare una nuova impresa.
Qualche anno dopo arrivano dalla Cina le prime batterie al litio, che però danno pessimi risultati. Per Marco e Alan il potenziale è enorme, perché pesano tre volte meno e durano il triplo. Tra il 2008 e il 2009 sperimentano nel garage di Marco, di notte e nei weekend, perché entrambi hanno un altro impiego. Una delle prime commesse, per una multinazionale coreana, arriva quando l’azienda non esiste ancora. Una notte, verso l’una, un errore fa saltare l’intero sistema e i due lavorano fino al mattino per rimediare.
Marco Righi e il brevetto che ha fatto crescere Flash Battery
Gerta presenta Flash Battery come la batteria al litio più venduta in Italia, che non richiede manutenzione. Il merito è del Flash Balancing System, un sistema elettronico brevettato che tiene le celle efficienti e in sicurezza. Marco paragona le celle in serie a bottiglie d’acqua che si riempiono e si svuotano insieme, alcune con dei microfori. Gli altri aggiungono o tolgono qualche goccia, una bottiglia alla volta, mentre loro rabboccano le differenze con i bicchieri. Oggi l’innovazione continua con il controllo remoto per la manutenzione predittiva.
All’inizio la società si chiama Kaitek, da kaizen e tech, cioè miglioramento continuo e tecnologia. Produce soltanto l’elettronica di controllo, il battery management system. Poi integrarla sulle celle diventa sempre più complicato e i clienti chiedono un servizio completo, quindi l’idea di business si allarga al pacco batteria intero. Nasce così il marchio Flash Battery. Il vecchio nome lo sbagliavano tutti a scrivere, mentre flash richiama la velocità di carica e scarica. Oggi l’azienda produce batterie custom per spazzatrici, gru, macchine rasaghiaccio e mezzi a guida autonoma. La sfida più particolare è stata una batteria per un sommergibile.
I temi della puntata
- Come la vendita inaspettata dell’azienda di famiglia è diventata per Marco la spinta a creare una nuova impresa tutta sua.
- Le notti di lavoro in garage e una delle prime commesse, per una multinazionale coreana, arrivata quando l’azienda non esisteva ancora.
- Perché chi usava le prime batterie al litio otteneva pessimi risultati e come il Flash Balancing System ha eliminato il bisogno di manutenzione.
- Il passaggio da Kaitek al marchio Flash Battery, dalla sola elettronica di controllo al pacco batteria completo.
- Le batterie su misura per l’elettrificazione industriale, dalle spazzatrici alle gru fino a un sommergibile.
- Il consiglio di Marco a un giovane appassionato di tecnologia che vuole aprire una startup, con più concretezza e meno business plan.
Chi è Marco Righi
Marco Righi è cofondatore e CEO di Flash Battery, l’impresa che ha avviato insieme ad Alan, amico d’infanzia e oggi CTO. Racconta che gli anni vissuti da figlio di imprenditore gli hanno fatto crescere la voglia di fare impresa, mentre la passione per l’elettronica l’ha coltivata fin da ragazzo. In azienda Alan segue la parte tecnica e Marco tutto il resto. Marco dice che lui e Alan sono molto complementari. Si sono sempre dati la massima fiducia, senza pestarsi i piedi, e secondo lui è questo che finora ha funzionato.
Nel tempo si è confrontato con molte startup e ha provato ad aiutarne alcune a crescere. A chi parte oggi consiglia prima di tutto determinazione e costanza, poi competenza nella materia. A volte, osserva, ci si affida troppo al business plan e poco alla concretezza, mentre nel mondo bisogna risolvere problemi reali e saper mettere le mani in pasta.
Se ti ha colpito il salto dal garage all’industria, ascolta anche Maurizio Crippa di GR3N, che ha portato un esperimento di laboratorio verso la scala industriale, e se ti ha convinto il consiglio di Marco su meno business plan e più concretezza prosegui con Giuseppe Donanzan di Prisma Tech, per cui ogni idea deve trovare da subito sbocchi concreti sul mercato.
Una puntata di Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su attività di business e startup innovative, per chi lavora a un prototipo di notte e nei weekend mentre ha ancora un altro lavoro, e per chi vuole capire come nasce un’impresa che porta il litio su macchine e veicoli industriali.