Con questa puntata abbiamo ospitato Massimo Labruna, imprenditore di Monopoli e CEO di AS Labruna, azienda meccanica pugliese che dal 2013 lavora alla propulsione elettrica e ibrida per la nautica e guarda all’idrogeno come vettore di energia verde.
Massimo, in AS Labruna da oltre venticinque anni, si definisce innamorato della sua terra. La conversazione ruota attorno a un’impresa del Sud che ha giocato d’anticipo sulla transizione energetica. Massimo racconta come l’idea di business di puntare sull’elettrico, avviata nel 2013 quando di propulsione elettrica ancora non si parlava, abbia portato l’azienda tra i protagonisti della nautica elettrica. La tecnologia dei motori elettrici, spiega, ha raggiunto la maturità, e a frenarne la diffusione è soprattutto la difficoltà di ricarica.
AS Labruna, dalla meccanica pugliese all’elettrico e all’idrogeno
Si parte dalla Puglia, che secondo Massimo è cresciuta molto ed è competitiva anche all’estero. La qualità della vita è migliorata e le nuove generazioni hanno portato innovazione in metalmeccanica, elettronica e food. Le imprese pugliesi, spiega, attirano talenti con i risultati, con quello che chiama story doing, invece che con lo storytelling. Molti che si erano trasferiti al Nord, soprattutto a Milano, provano a tornare. Se un tempo essere al Sud era un alibi per non crescere, adesso è una leva competitiva, grazie anche alla zona economica speciale.
Nel 2022 AS Labruna ha inserito nello statuto la qualifica di Società Benefit, per dare forma di impegno ad azioni che compiva già da anni. Fare impresa, per Massimo, significa anche avere il dovere di restituire al territorio quello che dal territorio prende. Nelle fiere usa i loghi We are in Puglia e We are in Monopoli, la sua città, e l’azienda ha portato il gozzo tipico monopolitano, reso elettrico, nei canali di Venezia. Lo statuto prevede anche sport e inclusione, da sostenere con coerenza quando l’azienda può.
La nautica elettrica di Massimo Labruna e AS Labruna
La scommessa sull’elettrico parte nel 2013 con i primi sistemi ibridi e full electric per il parco marino dell’Asinara, un’area vincolata a zero emissioni che è stata una vera palestra. Chi aspetta che il mercato sia pronto arriva tardi, dice Massimo, e AS Labruna è tra i principali player dell’elettrico nautico. Servono infrastrutture, e i mezzi vanno caricati con energia rinnovabile. Da qui le isole verdi di ricarica, power bank alimentati da sole e vento. L’idrogeno, vettore energetico, conserva l’energia in eccesso e la restituisce con le fuel cell.
L’innovazione passa anche dai dati. La piattaforma nata per le esigenze dei clienti legate al piano Industria 4.0 analizza i dati di funzionamento dei motori e fa manutenzione predittiva, più rapida grazie all’intelligenza artificiale e sempre supervisionata dall’uomo. Un motore efficiente inquina meno e riduce consumi e oli da smaltire. I centri di assistenza sono collegati alla control room dell’azienda, che interviene a distanza su attrezzature lontanissime. Per Massimo la digitalizzazione del service accelera l’internazionalizzazione, perché permette di supportare reti locali anche dove le competenze tecniche sono meno elevate.
I temi della puntata
- Come la Puglia attira talenti con i risultati delle sue imprese e perché essere al Sud è diventato una leva competitiva.
- La scelta di diventare Società Benefit nel 2022 e l’impegno per il territorio, dal gozzo monopolitano elettrico a Venezia allo sport e all’inclusione.
- Il progetto del 2013 per il parco marino dell’Asinara, primo banco di prova dell’idea imprenditoriale di puntare sulla nautica elettrica.
- Il ruolo dell’idrogeno come vettore energetico e le isole verdi di ricarica alimentate da sole e vento.
- Perché nella nautica ha prevalso la neutralità tecnologica e convivono motori endotermici a idrogeno, fuel cell e sistemi ibridi paralleli e seriali.
- Come dati, intelligenza artificiale e manutenzione predittiva permettono di assistere i motori a distanza e di crescere sui mercati esteri.
Chi è Massimo Labruna
Massimo Labruna è CEO di AS Labruna. Uno dei suoi primi incarichi, appena entrato in azienda, è stato dedicarsi al mercato dei Balcani, dopo le guerre civili in Albania e nell’ex Jugoslavia. Ha visitato di persona quei Paesi e lì, prima ancora di vendere, l’azienda ha creato una rete di assistenza, il modello che segue tuttora all’estero. Gerta ricorda anche il suo ruolo di CEO e cofondatore di una società a Malta, che lo porta in una dimensione internazionale. È alla sua seconda auto elettrica e macina chilometri ogni anno. Fermarsi dieci o quindici minuti a ricaricare, magari con un caffè o leggendo le email, è ormai la sua normalità.
Quando Gerta lo definisce un vero patriota, Massimo risponde che salvaguardare e promuovere le tradizioni della propria terra per lui conta molto. Ai giovani che vogliono guidare l’industria del futuro consiglia di non aspettare condizioni perfette, perché non arriveranno mai, e di costruire competenze trasversali tra tecnologia, business e gestione delle persone. L’imprenditore ha la visione, ma servono persone che si innamorino del progetto e lo mettano in pratica. I valori dichiarati vanno rispettati con coerenza, altrimenti il team se ne accorge e smette di seguire.
L’idea di un’impresa che mette al centro energia pulita, comunità e valori ritorna anche nelle storie di Sergio Leali di Green e di Renato Goretta di Gesta.
Una puntata di Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su attività di business e startup innovative, per chi guida un’impresa manifatturiera e vuole anticipare la transizione energetica invece di subirla, e per chi pensa che il legame con il territorio possa diventare la base di un’eccellenza capace di guardare lontano.