Con questa puntata abbiamo ospitato Alberto Mattiello, business futurist, autore, docente all’Imperial College e in Bocconi e responsabile dell’innovazione di Retail Hub, dove osserva ogni giorno l’evoluzione del retail.
Il suo lavoro nasce dall’incrocio tra dati ed esseri umani, tra algoritmo ed emozione. Alberto porta questo sguardo dentro la realtà delle aziende, dal lavoro dei più giovani al negozio del 2030. La sua tesi è che AI e business da soli non bastano, perché senza il terzo elemento, l’umano, l’equazione non regge. Serve capire come ragiona chi compra, anche quando lo fa in modo irrazionale.
Il lavoro e il negozio del 2030 secondo Alberto Mattiello di Retail Hub
In aula da 25 anni, Alberto vede per i ragazzi un ingresso nel lavoro in salita. Dopo la great resignation degli anni del Covid prevede una great not hiring, con aziende che non licenziano ma assumono molti meno giovani. L’AI, infatti, assorbe proprio le attività di base da cui si comincia. Gli studenti, poi, guardano il mercato come una fotografia, mentre il lavoro vero è un film in continua evoluzione. In compenso arriverà un boom di aziende di ipernicchia, e i ragazzi con un’idea imprenditoriale in testa avranno l’occasione di fare impresa come mai prima.
Con Alberto Mattiello abbiamo chiuso gli occhi per immaginare il negozio che vincerà nel 2030, partendo da ciò che vede ogni giorno in Retail Hub. La SEO morirà piano piano a favore della LLM Optimization. Chi vende, qualunque sia la sua idea di business, dovrà farsi trovare in modo nuovo. Gli agenti AI sanno già fare un checkout, ancora limitato, e presto compreranno per noi senza farsi emozionare. Rossetti e creme resteranno acquisti d’impulso su Instagram e TikTok, mentre gli acquisti ripetitivi del grocery passeranno all’AI. Il supermercato però resterà.
Alberto Mattiello tra psicologia del retail e Brand Robotics
Nei suoi libri Alberto parla spesso di psicologia, e uno dei meccanismi a cui è più affezionato è il Risk Reversal. Significa anticipare i dubbi e le paure che bloccano un acquisto. Poi, su una pagina web o in uno spazio fisico, bisogna rispondere alle domande che il cliente si fa ma non farà mai ad alta voce. Per chi è innamorato della propria offerta è un lavoro quasi violento. L’esempio sono le stelline di eBay, nate trent’anni fa contro la paura di una fregatura negli scambi tra privati.
Poi c’è la Brand Robotics, un’idea di cui Alberto parlava già sei anni fa. Ogni brand, secondo lui, dovrebbe immaginare una versione robotica di se stesso. L’esempio di allora era il robot di Piaggio, una piccola palla che seguiva le persone facendo da sherpa per spesa o carichi pesanti. Oggi vale anche nel digitale. Secondo lui un SaaS che non diventerà agentico, spostando il peso operativo sulle macchine, difficilmente vedrà il 2027. Intanto cresce la robotica fisica, e Alberto aspetta il CES di Las Vegas per vedere quanta ne potranno adottare i brand.
I temi della puntata
- Perché in un’aula, come in un gruppo di dirigenti, spesso basta un enzima di cambiamento per alzare il livello di tutti.
- I tre passi del Risk Reversal, cioè capire la paura del cliente, trovare la risposta e renderla visibile in modo iconico.
- Lo sweet spot tra marketing, tecnologia e business e il passaggio, spinto dall’AI, dal modello di business delle licenze a quello dei token.
- Il ritardo sul marketing delle aziende italiane, bravissime nel prodotto ma ferme a fiere, eventi e passaparola, con pochissime imprese della manifattura media capaci di usare davvero il digitale, e l’AI come grande reset.
- Il principio never ends, per cui niente finisce davvero e le relazioni seminate bene continuano a portare valore nel tempo.
- Perché un giovane imprenditore che parte oggi dovrebbe investire tempo e soldi nel network e frequentare posti dove non è il più bravo del gruppo.
Chi è Alberto Mattiello
Alberto Mattiello è un business futurist, autore e speaker internazionale, responsabile dell’innovazione di Retail Hub. Da 25 anni passa molto tempo in aula, oggi come docente all’Imperial College e in Bocconi. La moglie è psicologa e da una ventina d’anni si confrontano su marketing e psicologia. Da questo dialogo nasce la sua abitudine di ragionare così spesso sulla mente di chi compra.
Nei momenti di crisi il suo metodo è fare velocemente una cosa per volta. Il principio a cui si affida è never ends. Una relazione o un’attività, che vada bene o che vada male, per lui non finisce lì. Persone conosciute in aula vent’anni fa gli scrivono ancora per un consiglio quando stanno per cambiare lavoro. A volte è il capo della loro azienda a chiamarlo per un evento. Ai suoi studenti ripete che il network è il valore più grande nel business. Una chiacchierata con una persona brava, dice, vale 20 o 100 ore passate a leggere blog.
Se questa storia ti ha incuriosito, prosegui con Marinela Profi di SAS, che spiega come portare davvero gli agenti AI in azienda, e con Alberto Paveri di Italia Multimedia, per capire dove sta andando la SEO.
Il negozio del 2030 immaginato da Alberto interessa chi lavora nel retail o guida un’impresa e vuole prepararsi a un commercio fatto di agenti AI partendo dalla psicologia di chi compra. Ne abbiamo parlato su Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su attività di business e startup innovative.