Con questa puntata abbiamo ospitato Marinela Profi, AI strategist di SAS e speaker TEDx, voce ascoltata nel mondo su come usare l’intelligenza artificiale in azienda.
Marinela ha iniziato come data scientist costruendo modelli predittivi per le aziende. Col tempo si è accorta che la parte difficile, spesso, era convincere le persone a fidarsi di quei modelli. Oggi si definisce una traduttrice tra tecnologia e business. Con noi ha provato a separare l’uso reale dell’AI da ciò che è solo tendenza, partendo da un criterio semplice. Le aziende che parlano di AI discutono di modelli, quelle che la usano davvero discutono di risultati.
Marinela Profi e l’AI in azienda, dagli LLM agli agenti
Al centro della puntata c’è la distinzione tra LLM e AI agentica. Un modello linguistico è come un consulente bravo a rispondere, però è probabilistico e alla stessa domanda dà risposte diverse. Per decisioni critiche come frodi, rischio di credito o mutui ci si affida ancora all’AI tradizionale. Un agente invece riceve un obiettivo e compie le azioni per raggiungerlo. Recupera i dati, prepara un report e lo invia ai responsabili. Per Marinela il salto è da un’AI che informa a un’AI che agisce, e ora bisogna fare in modo che questa autonomia sia affidabile e governabile.
Ai leader curiosi di adottare l’AI Marinela consiglia tre passi. Smettere di inseguire ogni nuova tecnologia, perché nessuna azienda può stare dietro a tutto. Scegliere uno o due problemi ad alto impatto, con casi d’uso semplici e ripetitivi già misurati, per confrontare il prima e il dopo. Costruire una base solida di dati, governance e competenze. L’errore più grande che vede fare alle imprese è partire dall’ultimo strumento uscito sul mercato. Se nessuno sa chi risponde quando il tool sbaglia, anche il prototipo migliore si blocca prima della produzione.
Inclusione e scenario globale secondo Marinela Profi di SAS
Marinela parla spesso di inclusione, sui palchi e con i clienti. L’AI impara dai dati e, secondo le statistiche del 2025, l’80% di questi arriva da USA, Germania e Cina. Così vede il mondo in modo incompleto. Per spiegare perché l’inclusione conta porta un esempio che con l’AI non c’entra. Una donna ha il 17% di probabilità in più di un uomo di morire in un incidente stradale. Il motivo è che le cinture e gli altri sistemi di sicurezza delle auto prendono come misura il corpo medio maschile. Le donne, aggiunge, hanno già perso la battaglia finanziaria e non possono perdere anche quella dell’intelligenza artificiale.
Marinela Profi vive negli USA da sei anni e il lavoro in SAS la porta spesso in Asia, Sud America e Australia. Per lei gli USA guidano l’innovazione grazie ai miliardi dei venture capitalist e a startup come OpenAI e Anthropic. L’Asia punta sulla velocità di esecuzione, con sistemi autonomi operativi nella manifattura e nella supply chain. L’Europa, che davanti a ogni innovazione risponde anzitutto con le regole, dal GDPR ai veicoli elettrici, può guidare la fiducia. Però investe poco nella formazione delle persone, le sue startup crescono a fatica e perde talenti. L’ufficio che Anthropic sta aprendo a Milano sarà per lei un banco di prova davanti alla burocrazia italiana.
I temi della puntata
- Come riconoscere un’azienda che usa sul serio l’intelligenza artificiale, a partire dai risultati misurabili come la riduzione dei costi o decisioni più rapide.
- La differenza tra un modello linguistico che risponde e un sistema di AI agentica che riceve un obiettivo e agisce in autonomia.
- I tre passi che Marinela consiglia ai leader per adottare l’AI senza rincorrere l’hype, utili anche all’imprenditore con un’idea di business da far crescere.
- Perché dati poco rappresentativi producono decisioni distorte e perché per le donne l’inclusione nell’AI, oltre che una questione etica, è un vantaggio competitivo.
- Il confronto tra Europa, USA e Asia su regole, capitali e velocità, e le startup innovative che in Europa faticano a crescere.
- La ricerca sull’AI Trust Drift e il rischio, soprattutto per i più giovani, di chiedere tutto a una macchina e smettere di crescere.
Chi è Marinela Profi
Marinela Profi, che oggi guida la strategia sull’AI per SAS, è originaria dell’Albania ed è cresciuta in Italia. Ha studiato economia, statistica e business administration, tre mondi che aiutano a trasformare i dati in decisioni migliori. Per lei la vera domanda per un’azienda è quale problema di business sta risolvendo grazie all’AI. Lo stesso criterio vale anche per chi sta ancora valutando un’idea imprenditoriale. In parallelo al lavoro in SAS, Marinela Profi finanzia di tasca propria una ricerca su come le persone adottano l’intelligenza artificiale e perché. L’ha presentata al TEDx di Harvard e ha chiamato il fenomeno AI Trust Drift. Con questo nome indica la migrazione silenziosa e globale della fiducia da noi stessi, dagli altri e dalle istituzioni verso l’AI.
Il fenomeno la preoccupa soprattutto per la Gen Z e la Gen Alpha. Dalle sue interviste emerge che molti giovani, senza ChatGPT aperto, non si sentono in grado di rispondere. Per questo chiede di affiancare agli strumenti di produttività altri strumenti, che ci aiutino a capire quanto spesso e perché ci rivolgiamo all’AI.
Un tema vicino, l’intelligenza artificiale portata dentro le aziende e nel servizio clienti, è al centro delle puntate con Alessandro Risaro di Datapizza e con Sandro Parisi di Eudata.
Una puntata di Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su attività di business e startup innovative, per l’imprenditore che vuole portare l’AI in azienda. Serve anche a chi si chiede quante delle proprie decisioni stia già lasciando a una macchina.