Con questa puntata abbiamo ospitato Alessandro Marconcini, cofondatore di Dreamers, la community che fa incontrare giovani talenti e imprese del territorio e che oggi conta oltre 2.000 iscritti tra Verona, Brescia e Mantova.
Alessandro si è sempre sentito un sognatore. Fin da bambino aveva dentro di sé la spinta a fare qualcosa di grande, capace di avere un impatto positivo sulla vita delle persone. Alessandro racconta come quella spinta, unita al bisogno di confrontarsi con chi aveva già fatto impresa, sia diventata un progetto concreto. Al centro della sua visione c’è l’idea che il valore più grande nasca dalle connessioni umane e da un bisogno condiviso.
Dreamers, la community che unisce talenti e aziende sul territorio
Dreamers nasce da un’esigenza provata in prima persona. Per due anni Alessandro e il cofondatore Marco si sono ritrovati ogni settimana a fare brainstorming. Le loro idee sulla carta sembravano dirompenti, ma nessuna è arrivata alla luce. Cercavano un luogo dove confrontarsi e ascoltare storie di imprenditori e manager, ma a Verona, la loro città, non c’era. Così hanno deciso di crearlo loro. All’inizio doveva essere soprattutto una rete di supporto per loro due, poi hanno scoperto quanto fosse arricchente dare prima di ricevere.
La parola chiave del progetto è territorio. Esistono associazioni di categoria per tutto, osserva Alessandro, ma nulla che faccia incontrare di persona i giovani che saranno i leader di domani. Serve anche un ponte tra loro e chi oggi guida aziende e istituzioni. Nell’era della dopamina, come qualcuno l’ha definita, crede che serva rallentare e tornare ai rapporti autentici. Per questo gli eventi non vengono trasmessi online, così da spingere le persone a uscire dalla pigrizia. E a ogni incontro, racconta, si scoprono persone fortissime che vivono a due passi.
Alessandro Marconcini, Dreamers e il lavoro dei giovani
Quando Gerta gli chiede come cambierà il mondo del lavoro nei prossimi cinque anni, Alessandro risponde che ai giovani non basta più il prestigio del marchio. Cercano un allineamento valoriale e un ambiente in cui crescere come professionisti e come persone, anche nelle piccole imprese dove la carriera ha limiti evidenti. Molte aziende partner apprezzano la possibilità di mandare i collaboratori agli eventi. Essere un’azienda people first, spiega, significa mappare i bisogni delle persone e allineare obiettivi di performance e obiettivi personali, come in una squadra che vince il campionato.
Il mantra di Dreamers si ispira a William Butler Yeats. I sognatori, spiega Alessandro, hanno il potere di vedere un mondo migliore che ancora non esiste, e per questo hanno anche la responsabilità di realizzarlo. A chi ha un’idea ma teme il primo passo chiede di mettere a terra la propria visione. Il suo consiglio è trovare un equilibrio personale, perché un sogno richiede tanto lavoro e magari cinque o dieci anni. Nei momenti di calo, aggiunge, bisogna ricordarsi perché si è iniziato e fare leva sulla disciplina, per lui una parola chiave.
I temi della puntata
- Il bisogno condiviso da cui è nata Dreamers, dopo due anni di brainstorming settimanali con il cofondatore Marco su idee di business che non riuscivano a decollare.
- Perché nel community building la motivazione cresce quando si allineano gli interessi di iscritti, aziende partner e team, e l’entusiasmo nasce già dalle attività ordinarie.
- Il ponte tra i leader di oggi e di domani su innovazione, tecnologia, sostenibilità, management e leadership, e le opportunità del territorio che restano nell’ombra.
- Perché nell’era della dopamina l’incontro di persona conta più del networking digitale e gli eventi della community non vengono trasmessi online.
- Come le imprese possono fare un employer branding più mirato, sostenendo iniziative che contano per le persone che vogliono attrarre, oltre le fiere del lavoro.
- La scommessa sul capitale relazionale, mentre l’intelligenza artificiale si avvia a svolgere un ruolo sempre più centrale nel lavoro e nella vita delle persone.
Chi è Alessandro Marconcini
Alessandro Marconcini è un imprenditore veronese, cofondatore di Dreamers insieme a Marco, con cui negli anni ha coltivato molte idee imprenditoriali rimaste sulla carta prima di trovare il progetto giusto. Oggi porta avanti una community di giovani e aziende attiva tra Verona, Brescia e Mantova, con l’idea di crescere anche in altre città. Per lui essere un dreamer significa guardare lontano restando con i piedi per terra. Il suo modo di fare impresa parte dal dare per primo l’esempio, portando il proprio sogno a diventare realtà.
Chi vuole approfondire il valore delle relazioni nell’era digitale può ascoltare anche la puntata con Luca Naj-Oleari di Alma Agency, e poi quella con Pasquale Acampora di blackship per capire come si fanno crescere le persone in azienda.
Una puntata di Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su attività di business e startup innovative, per chi vuole costruire una community partendo dal proprio territorio e per le imprese che cercano un dialogo vero con i giovani talenti.