Con questa puntata abbiamo ospitato Henry Sichel, cofondatore e general manager di Caffeina, l’agenzia creativa di Parma che lavora su tutti i canali e con Dynamo sviluppa prodotti digitali.
In Caffeina Henry unisce la disciplina del finance all’empatia dell’HR. Con lui abbiamo guardato da vicino un modello di business in cui la creatività ha bisogno di una macchina operativa solida. È questa macchina che le permette di reggere l’urto del tempo e del mercato. Abbiamo anche ripercorso la strada dell’idea imprenditoriale di tre amici di università, partita da due stanzette e arrivata alle sedi di Milano e Roma. Il cuore dell’azienda però batte ancora a Parma.
Caffeina e Dynamo, un’agenzia digital native cresciuta a Parma
Caffeina nasce tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012, quando il digitale mette radici in Italia e i social crescono in fretta. Henry Sichel, Tiziano e Antonio, i tre cofondatori di Caffeina, si erano conosciuti all’università, dove avevano fondato un’associazione studentesca per portare servizi digitali in ateneo. L’associazione esiste ancora oggi. Dopo brevi esperienze in multinazionale capiscono che c’è spazio per un player nuovo, nato dal digitale. I primi anni sono di vera startup, in due stanzette al Centro agroalimentare e logistica di Parma. Curiosamente i primissimi progetti sono tecnologici, prima ancora che di marketing.
Caffeina si definisce digital native agency perché i fondatori sono nati professionalmente quando il digitale diventava, come diceva spesso Tiziano, un nuovo livello di realtà. Così sono partiti senza il peso di metodi ereditati da un’epoca precedente. Oggi è una one stop agency. C’è la creatività di campagne, social, influencer e contenuti prodotti nei propri studios. C’è l’area media, in forte crescita e guidata dai dati, che investe i budget dei clienti per awareness, engagement e lead generation. Completano l’offerta la consulenza di marketing e Dynamo, che sviluppa siti, app ed ecosistemi digitali.
Henry Sichel e la governance di Caffeina
Tenere insieme tante anime richiede molto lavoro di governance. Henry, che segue il lato corporate, paragona brief, stati di avanzamento e flussi documentali al flusso sanguigno di un’agenzia. La cultura aziendale invece è la matrice su cui tutto si costruisce. Tra le prove più dure ricorda i primi mesi del Covid e un modello organizzativo del tutto multidisciplinare. Sulla carta funzionava, ma risultava troppo articolato e non rispondeva davvero ai brief dei clienti. Il ritorno a una struttura più snella ha dato risultati in poco tempo.
Nei primi anni in molti chiedevano a Henry perché Caffeina non si trasferisse a Milano, dove stanno settore, clienti e talenti. Parma però è rimasta il quartier generale anche dopo l’apertura delle sedi di Milano e Roma. Henry la considera un trampolino vicino a Milano e cita Ferrari, che corre in tutto il mondo ma ha il cuore a Maranello. A Parma nasce anche il Talent Camp, che porta in città i futuri talenti del marketing, della creatività e del digitale. Il percorso prevede uno stage, poi un contratto e 13 moduli di formazione tra hard e soft skill. I primi 25 hanno già iniziato.
I temi della puntata
- Il role in reality, il ruolo di una marca verso consumatori, categoria e cultura, e il rischio delle iniziative estemporanee, buone solo per una fiammata.
- Il lavoro con Lidl, cliente eccellente e molto esigente, e il premio di TikTok vinto insieme per il lancio di Lidia, la queen del volantino.
- La responsabilità degli eventi per i clienti, dal Salone del Mobile ai lanci di prodotto in cui un anno di lavoro e milioni di investimenti si giocano in 24 o 36 ore.
- Il fascino del B2B industriale, con un importante cliente conquistato nel settore delle acciaierie.
- Lo spirito Ideas Never Sleep, il chiodo fisso che non lascia dormire e spinge a seguire un’idea fino in fondo alla tana del Bianconiglio.
- L’intelligenza artificiale come nuova onda, da cogliere con lo stesso spirito digital native e da integrare in tutti i processi dove ha senso.
Chi è Henry Sichel
Henry Sichel è cofondatore e general manager di Caffeina, l’agenzia avviata con Tiziano e Antonio. Con loro lavorava già ai tempi dell’università, tra business game e piccoli progetti. Il suo campo è la costruzione dell’azienda, che comprende persone e cultura, legale, amministrazione, IT e facility management. Racconta di essere cresciuto come imprenditore, manager e persona insieme all’impresa. Non ha mai avuto un’epifania del tipo ce l’abbiamo fatta, perché si sente ancora in divenire. Per lui lo spirito Ideas Never Sleep ha senso oggi, tredici anni dopo, come il primo giorno.
A chi ha un’idea di business e vuole aprire un’agenzia consiglia di costruire prima un’azienda e di lanciarsi un filo prima di sentirsi pronti. Porta con sé un motto, quando si rimanda cresce la paura, letto anni fa su un volantino appeso a un palo della luce a Milano. Sul foglio non c’erano firme né account social. Lo ha fotografato e ogni tanto lo riguarda, perché negli anni ha visto che spesso è proprio la partenza a creare il momento perfetto.
Per altre agenzie digitali ascolta Alberto Paveri di Italia Multimedia, mentre sul lato persone e cultura aziendale c’è Pietro Picogna di The Pack, che fa della felicità dei dipendenti una leva di business.
La storia di Caffeina è utile a chi vuole dare struttura a un’agenzia creativa in crescita e a chi aspetta il momento perfetto per partire. L’abbiamo raccontata su Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su attività di business e startup innovative.