Con questa puntata abbiamo ospitato Luca Naj-Oleari, fondatore e CEO di Alma Agency, agenzia di comunicazione digitale che lavora per rendere i brand senza tempo, e cofondatore di Timeless Brands.
Luca ha scelto il digitale anche per la libertà di lavorare da posti diversi nel mondo. In puntata Luca racconta come si costruisce un marchio che dura e come se ne protegge l’anima nell’era dell’intelligenza artificiale. Sullo sfondo c’è una convinzione che torna in tutta la puntata, cioè che pur essendo sempre connessi rischiamo di sentirci soli se trascuriamo le relazioni.
Alma Agency, brand senza tempo tra digitale e relazioni umane
L’idea imprenditoriale che Luca Naj-Oleari porta avanti con Alma Agency è riportare a galla i valori dei brand. Per lui la cosa più innovativa che un’azienda possa fare oggi è provare a rimanere se stessa. L’esempio è Giannasi, attivo dal 1967 e considerato da decenni il re del pollo. Dopo più di cinquant’anni ha chiesto ad Alma il suo primo rebranding. Da quel lavoro, fatto nel rispetto della tradizione, sono arrivati sito, social, video marketing ed eventi. Tra questi c’è una sagra annuale che porta tantissime persone in piazza.
Al centro della filosofia di Luca c’è il valore delle relazioni umane. Siamo nati per creare relazioni, ricorda, e i momenti belli condivisi non passano da uno schermo. Succedono fianco a fianco, durante una degustazione di vini o guardando le stelle insieme. Lo stesso vale con i clienti. Alma non ha mai promesso ciò che non era in grado di fare, anche a costo di perdere delle gare. Luca trova spesso malsano quel sistema, almeno per come viene realizzato. La fiducia, spiega, si costruisce solo nel tempo e lavorando bene.
Luca Naj-Oleari, Alma Agency e l’intelligenza artificiale
Luca è un estimatore dell’intelligenza artificiale e in agenzia la usa per produrre contenuti di varia natura, ma sempre con un monito. In un laboratorio creativo come Alma servono persone pensanti e la tecnologia deve essere un moltiplicatore, che fa risparmiare tempo per portare più qualità. Se il brand guida la comunicazione, con valori e filosofia al centro, l’anima resta intatta. Se ci si fa sostituire, poco a poco si perde l’identità. L’AI va conosciuta, ma prima bisogna conoscere se stessi, per capire dove iniziamo noi e dove finisce lei.
Tra le decisioni chiave di Alma c’è lo smart working, naturale per una realtà digitale. La socia Alice viveva a Milano e oggi l’agenzia ha una seconda sede a Sarzana, in Liguria, dove lei è nata. Più dell’errore, Luca teme lo stallo. In piena crescita, per non abbassare la qualità inseguendo nuovi clienti, dopo dieci anni i soci hanno fondato Timeless Brands. Il nuovo progetto mette al centro gli imprenditori e le storie senza tempo delle aziende. Ne sono nati una community e il Timeless Festival, con oltre 300 persone e più di 20 storie imprenditoriali sul palco. Tra queste c’era anche quella della famiglia di Luca, i Naj-Oleari, molto conosciuti nella moda negli anni Ottanta e ancora oggi citati nel dizionario della moda.
I temi della puntata
- Cosa significa rendere un brand senza tempo restando fedeli ai propri valori, a partire dal primo rebranding di Giannasi in oltre cinquant’anni.
- Perché la fiducia con i clienti si costruisce lavorando bene negli anni e cosa non funziona, secondo Luca, nel sistema delle gare.
- La scelta di fondare Timeless Brands per non abbassare la qualità in piena crescita, perché a Luca lo stallo fa più paura dell’errore.
- Come si usa l’intelligenza artificiale in un’agenzia creativa e perché, secondo Luca, prima di conoscerla bisogna conoscere se stessi.
- Il rischio di sentirsi soli pur essendo sempre connessi e il valore di una community democratica, dove conta la persona e non il fatturato.
- Il mantra «c’è altro oltre il lavoro», che Luca si ripete dopo essersi scottato da workaholic nella sua prima impresa.
Chi è Luca Naj-Oleari
Luca Naj-Oleari è un imprenditore della comunicazione digitale, fondatore e CEO di Alma Agency e cofondatore, con la socia Alice, di Timeless Brands. Ha cominciato scrivendo per radio e televisione. Prima di Alma aveva già avuto un’attività imprenditoriale e gli era rimasto il pallino di tornare a fare impresa. L’idea di business da cui è ripartito era portare quei contenuti sul digitale, dove potevano contare su strumenti più strategici e su una visibilità maggiore. Insegna anche in università, dove ai moduli su strategia e personal branding affianca sempre un modulo sul digital detox.
Si definisce un sognatore, perché altrimenti non farebbe l’imprenditore, ma ha imparato sulla propria pelle che a volte bisogna guardare la realtà in faccia. Il Covid, per esempio, gli ha ricordato che capita di doversi rimboccare le maniche e ripartire quasi da zero. Trova ispirazione in podcast, video e libri che raccontano storie vere di persone che hanno cambiato il loro mondo. Il suo mantra, «c’è altro oltre il lavoro», viene dalla prima impresa. Allora era un workaholic e il suo umore dipendeva solo da come andava l’attività. Oggi è papà e si sente gratificato quando passa un’ora con il figlio o dedica tempo ai genitori, agli amici e ai viaggi. Ciò che arriva da fuori, spiega, lo rende un professionista migliore.
Sul mestiere di agenzia ascolta anche le puntate con Elena Mariani di Lilium Digital Hub, che costruisce identità digitali per le aziende, e con Jessica Malfatto di Disclosers, che ha fatto della fiducia la leva per crescere.
Una puntata di Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su attività di business e startup innovative, per chi lavora nella comunicazione e nel branding e per chi guida un marchio con decenni di storia e sta pensando al primo rebranding.