Con questa puntata abbiamo ospitato Pasquale Acampora, ingegnere diventato mental coach e fondatore di blackship, Società Benefit certificata B Corp che fa formazione aziendale e sviluppo del potenziale umano e professionale unendo vendita, negoziazione, team building e coaching.
Pasquale ha alle spalle un percorso poliedrico. Dopo la laurea in ingegneria ha lavorato nella consulenza strategica, poi ha avviato una startup nel turismo di lusso e alla fine ha scelto di dedicarsi soltanto alla formazione. Nella puntata Pasquale ha spiegato cosa significa liberare il potenziale delle persone e delle aziende. Ha chiarito poi perché la sua società si fa pagare solo se il lavoro funziona. Ci ha raccontato anche come la crisi del Covid abbia finito per rafforzarne il modello di business.
Dall’ingegneria a blackship, la formula che unisce vendita e coaching
Finiti gli studi di ingegneria, Pasquale sa già che non farà mai l’ingegnere. In quegli anni a un neolaureato basta scegliere quale lavoro fare, e lui entra in consulenza strategica. Prima per curiosità e poi per passione si avvicina al mondo della crescita personale. Lasciata la consulenza, avvia con altri quattro soci una startup nel turismo di lusso, che in quattro anni diventa una piccola multinazionale. Intanto studia come funzionano il cervello e la performance, finché sceglie la formazione, prima da socio di un’altra società e poi con blackship.
Per Pasquale liberare il potenziale significa dare alle persone strumenti e metodi per esprimere quello che sanno fare. È il caso dell’atleta con ottime capacità tecniche e fisiche che, sotto la pressione della gara, non riesce a usarle. L’idea imprenditoriale di blackship sta nel suo approccio integrato, che unisce coaching, team building e vendita, quest’ultima l’unica competenza verticale che sviluppano. Per un libero professionista sono quasi compartimenti stagni. In un’organizzazione invece diventano sinergici, perché la vendita è uno sport di squadra. Chi lavora bene insieme mette a fattore comune i punti di forza e mitiga le debolezze.
Pasquale Acampora e il modello di business di blackship
Per Pasquale Acampora il fatto che blackship sia una Società Benefit certificata B Corp non mette in conflitto profitto e bene comune. Al centro ci sono le persone, e l’impatto positivo si riversa anche sul conto economico, purché sia la strategia stessa e non un’aggiunta forzata. Lo stesso principio regge la promessa «se non funziona, non ci paghi». Chi chiama l’idraulico vuole il lavandino riparato, e un’azienda che chiede di vendere di più vuole i risultati, non compagnia. Per questo bisogna essere tremendamente bravi, per rispetto verso i clienti e prima ancora verso sé stessi.
La crisi più seria che Pasquale Acampora ha affrontato con blackship è quella del Covid. Con una parte dell’attività dedicata agli eventi, il business passa da una crescita del 50% l’anno a zero. Dopo lo smarrimento iniziale arriva l’innovazione del modello di business e nascono asset che prima non c’erano, come una community B2B. La rendono unica le relazioni personali, prima ancora che professionali, e il progetto è farla diventare anche fisica. Restano centrali eventi dal vivo come il Vendita B2B Tour, perché l’abilità relazionale non si sviluppa al telefono, sui social o in video call.
I temi della puntata
- Cosa vuol dire liberare il potenziale delle persone, a partire dall’esempio dell’atleta che si blocca sotto la pressione della gara.
- Perché in azienda vendita, negoziazione, team building e coaching si rafforzano a vicenda e la vendita diventa uno sport di squadra.
- La promessa «se non funziona, non ci paghi» è il cuore dell’idea di business di blackship, che vuole essere pagata per i risultati che aiuta i clienti a ottenere e non per il lavoro svolto.
- Il mercato italiano della formazione, circa 2,5 miliardi di euro divisi tra tantissimi operatori piccoli, dove la sfida più grande è interna e sta nell’attirare e far crescere persone in gamba.
- Come usare l’intelligenza artificiale per risparmiare tempo senza farsi sostituire nel pensiero e nelle relazioni, un tema che blackship conosce da vicino lavorando con alcuni dei maggiori player mondiali del settore.
- Perché Pasquale non crede nell’equilibrio tra vita e lavoro e preferisce scegliere oggi i rimpianti da avere domani.
Chi è Pasquale Acampora
Pasquale Acampora è un imprenditore, formatore e mental coach, fondatore di blackship. Laureato in ingegneria, da ragazzo sognava di pilotare gli aerei ed era entrato all’Accademia Navale, ma l’ha lasciata quando ha capito che le possibilità di diventare pilota erano poche. Un anno dopo ha scoperto che con i voti di ingegneria avrebbe potuto farcela. Il padre però non era d’accordo con un ritorno in accademia e lui ha proseguito gli studi. Da allora, racconta, non ha più mollato per sua scelta. Ha perso tante volte, ma quella è l’unica sconfitta che si porta dietro, perché aveva scelto di non giocare.
Dice di divertirsi sempre quando lavora con le persone. Non sa aggiustare un mobile e non ha la passione dei motori, così il suo hobby coincide con il lavoro, cioè studiare come funzionano il cervello e la performance. Tra le sue passioni c’è il padel, tra le persone che ama i due nipotini e la compagna. A chi sogna di avviare un’impresa consiglia di trovare qualcosa che gli piaccia, diventare tremendamente bravo, imparare a venderlo e poi a comunicarlo, lasciando che il successo arrivi come conseguenza.
Un’altra Società Benefit che lavora con le imprese è quella guidata da Renato Goretta di Gesta, mentre di community e incontri dal vivo ci ha parlato Alessandro Marconcini di Dreamers.
Una puntata di Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su attività di business e startup innovative, per chi guida una rete commerciale e per chi sogna un’impresa nella formazione o nella consulenza, un mercato dove secondo Pasquale lo spazio per crescere è ancora enorme.