Con questa puntata abbiamo ospitato Pietro Picogna, cofondatore della startup The Pack, piattaforma di mentoring e coaching con intelligenza artificiale che aiuta le grandi aziende a far crescere le persone e a renderle più felici al lavoro.
L’idea di business è nata da una frustrazione, quella degli amici appena entrati nelle grandi aziende e quella vissuta in prima persona da Pietro. Lui stesso, in un’azienda, si era sentito solo un piccolo ingranaggio della macchina. In circa tre anni l’idea è diventata un’impresa presente in più paesi. L’obiettivo dichiarato è migliorare la vita lavorativa dell’1% della forza lavoro mondiale, circa 35 milioni di persone. Con lui abbiamo parlato del round da 3,5 milioni di euro appena annunciato e della felicità dei dipendenti come metrica di business. E ci ha spiegato perché la tecnologia deve restare al servizio dell’empatia.
Pietro Picogna e The Pack, la felicità come acceleratore di business
Negli Stati Uniti Pietro ascolta amici e amiche appena entrati nelle grandi aziende italiane ed europee. Gli raccontano di ambienti poco trasparenti e di decisioni prese in modo poco democratico, con una frustrazione che spesso finisce in dimissioni. È un’esperienza simile a quella che aveva vissuto lui, in un’azienda dove non si sentiva parte di nulla. Da qui nasce la domanda che porta Pietro Picogna a dare vita a The Pack. Perché non usare la tecnologia per migliorare la vita di lavoratori e lavoratrici?
Rendere felici i dipendenti è una missione quasi provocatoria nel mondo corporate. Pietro sceglie la parola felicità per raccontare in modo semplice la sua idea imprenditoriale. Nei fatti la felicità si misura con indicatori concreti. Tra questi ci sono KPI come l’eNPS, l’engagement rate e la soddisfazione verso formazione e sviluppo. Chi lavora con un purpose e il lunedì pensa «thanks God it’s Monday» produce di più e genera più profitto. Per questo, secondo lui, le metriche HR dovrebbero entrare nei bilanci. In un’azienda tecnologica di solito i primi assunti sono sviluppatori. Per la prima assunzione di The Pack, invece, Pietro ha scelto la responsabile HR, oggi head of staff. A lei spettava il compito più difficile, costruire una cultura vincente.
La crescita di The Pack secondo Pietro Picogna
Per Pietro il round da 3,5 milioni di euro appena annunciato porta pressione ma soprattutto responsabilità. Va anche fiero di un’operazione con cui i primissimi investitori hanno ottenuto un ritorno importante, in alcuni casi oltre otto volte l’investimento iniziale. I nuovi fondi vanno nello sviluppo tecnologico. Dopo due anni come piattaforma di mentoring e coaching, l’azienda lancia uno strumento basato sull’intelligenza artificiale. Serve a mappare, misurare e sviluppare le competenze umane nelle grandi organizzazioni. È la strada verso The Pack 2.0, che vuole diventare sempre di più una people development platform.
Tra i progetti di cui Pietro va più orgoglioso c’è quello con Leroy Merlin Italia. Leroy Merlin è stata tra le prime venti aziende a scegliere The Pack e ha creduto in ragazzi poco più che ventenni. Il programma per lo sviluppo dei talenti verrà rinnovato per il terzo anno di fila e ha vinto premi nazionali. Commercialmente la startup opera in Italia, Spagna e Francia, ma con le multinazionali ha utenti in oltre trenta paesi. Tra i clienti c’è anche Technogym, e un programma globale va dall’Australia agli Stati Uniti.
I temi della puntata
- Perché la felicità dei dipendenti, al centro del modello di business di The Pack, si misura con indicatori come eNPS ed engagement.
- Cosa significa scale the culture e come si costruisce una cultura che permetta all’azienda di durare cento anni, dalle assunzioni all’onboarding fino alla comunicazione quotidiana.
- L’all hands del venerdì, trenta minuti con tutta l’azienda tra emoji sull’umore della settimana e il momento I’m grateful for per ringraziare un collega.
- Le scelte di welfare per il team, con vacanze illimitate, lavoro da ovunque e permessi illimitati per chi affronta la maternità o la paternità.
- Come tenere insieme algoritmi e human touch, con clienti trattati da partner e un team che proprio un partner ha definito customer obsessed.
- Il mantra sei padrone del tuo pensiero, il consiglio di Pietro ai founder che vogliono un’azienda dove le persone siano felici di lavorare.
Chi è Pietro Picogna
Pietro Picogna è imprenditore e cofondatore di The Pack, che guida insieme al socio Giacomo. È anche fondatore di GenQ, con cui porta avanti il suo impegno per la diversità e l’inclusione. Per la sua startup ha voluto un’impronta globale fin dal primo giorno. Anche se i fondatori sono due italiani, l’azienda parla e vive in inglese. Per lui le risorse umane sono la funzione chiave di ogni organizzazione.
Nelle sue sessioni di meditazione ripete un mantra che ha iniziato a usare in India, «sei padrone del tuo pensiero». È convinto che solo il 15% della vita dipenda da fattori esterni e che il resto sia sotto il nostro controllo. Sa che, detto da un ragazzo bianco e privilegiato nato in un paese ricco d’Europa, può sembrare banale. Crede però che consapevolezza e responsabilità permettano di realizzare anche cose che sembrano impossibili.
Chi vuole approfondire il coaching in azienda può ascoltare anche Pasquale Acampora di blackship, che lavora sullo sviluppo del potenziale umano, mentre Henry Sichel di Caffeina racconta come la cultura aziendale sostenga la crescita di un’agenzia.
Una puntata di Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su attività di business e startup innovative, per chi lavora nelle risorse umane e per gli imprenditori che vogliono far crescere un’impresa mettendo al centro le persone e la cultura aziendale.