Con questa puntata abbiamo ospitato Giulia Tortoioli, cofondatrice di Safemate, l’app gratuita che unisce le segnalazioni anonime della community e un algoritmo di machine learning per rendere più sicuri gli spostamenti in città, a partire da Torino e Milano.
Giulia, data scientist che in Reply lavora sui progetti cloud, ha trasformato l’intelligenza artificiale in uno strumento concreto per la sicurezza urbana. La cofondatrice di Safemate racconta come si costruisce una mappa della città scritta dalle persone e come si proteggono gli utenti garantendo il loro anonimato. Spiega anche quanto sia difficile, per un’app, entrare nella routine quotidiana.
Safemate, la mappa della sicurezza urbana scritta dalla community
L’idea imprenditoriale da cui nasce Safemate punta a prevenire episodi spiacevoli durante i rientri a casa e, più in generale, negli spostamenti in città. È una mappa simile a Google Maps, con in più le segnalazioni anonime che gli utenti condividono in tempo reale. Riguardano comportamenti inadeguati di altre persone, strade troppo buie o isolate, qualsiasi situazione in cui non ci si sente al sicuro. L’app non può garantire che in strada non succeda nulla, ammette Giulia. Sapere dove altre persone hanno segnalato un pericolo, però, aiuta a scegliere il percorso, soprattutto quando si cammina da soli.
Il cuore dell’innovazione è un algoritmo di routing creato dal team. Le segnalazioni vengono storicizzate e unite ai dati sui microcrimini nelle città italiane raccolti da una startup partner. Ogni episodio pesa in base a quanto è recente e a quanti se ne contano nella zona. Da sola una segnalazione non è oggettiva, perché la percezione di sicurezza cambia da persona a persona. Quando però molte segnalazioni si concentrano nella stessa area e nella stessa fascia oraria, emerge un pattern. Su questi dati il modello di machine learning propone un’alternativa più sicura al percorso più veloce di Google Maps.
Giulia Tortoioli, Safemate e la privacy di chi segnala
Sul fronte della privacy Giulia è netta. Le segnalazioni sono completamente anonime e lo resteranno, e ogni nuova funzionalità viene vista e rivista dai legali che seguono la società. All’inizio l’app ruotava attorno alle videochiamate. Nella versione attuale c’è invece una parte dedicata al network, una cerchia di persone di fiducia con cui condividere posizione e stato della batteria. Chi fa parte del network riceve anche una notifica quando si arriva a destinazione. La videochiamata tornerà dopo essere stata rifinita, insieme all’idea di coinvolgere associazioni con persone qualificate per offrire sostegno psicologico.
Creare un’app è difficile, farla usare ogni giorno lo è ancora di più, osserva Gerta. Giulia conferma che entrare nella routine delle persone non è facile. Tutti hanno sempre il telefono in mano e usano tantissime app, ma solo poche con costanza. Safemate è gratuita, si usa come un normale navigatore e il team, in una fase ancora molto iniziale, raccoglie più feedback possibile per migliorarla. Tra i primi traguardi c’è farsi conoscere il più possibile, soprattutto a Torino e Milano, scelte per una questione geografica. L’app però è disponibile in tutta Italia. Già in questi mesi il team lavora per andare oltre gli spostamenti a piedi. L’obiettivo è coprire la sicurezza urbana in tutti i sensi, per esempio nei trasporti.
I temi della puntata
- Come funziona la bussola della sicurezza di Safemate, cioè i percorsi urbani più sicuri calcolati dall’algoritmo di routing e aggiornati con i nuovi dati.
- Una mappa della città scritta dalle persone grazie alla forza della community e alle segnalazioni visibili a tutti in tempo reale.
- Perché la percezione soggettiva di sicurezza resta un dato prezioso e come si lavora sulla qualità dei dati quando le segnalazioni si sommano.
- Come si tutela la privacy quando si trattano dati sensibili come la posizione in tempo reale, con i legali coinvolti in ogni nuova funzionalità.
- Il passaggio dalle videochiamate al network di persone di fiducia e le funzioni che il team vuole aggiungere.
- Lavorare nel cloud in Reply e intanto fare impresa come cofondatrice di una startup ad alto impatto sociale, portando in Safemate l’esperienza su Google Cloud.
Chi è Giulia Tortoioli
Giulia Tortoioli è data scientist e cofondatrice di Safemate, la startup nata da un’idea di business nella sicurezza urbana. Da sei anni lavora nel mondo dei dati e dell’intelligenza artificiale, un ambito che conosce bene anche grazie ai suoi studi. In Reply lavora sui progetti cloud e usa in particolare Google Cloud, la stessa piattaforma su cui è ospitata l’applicazione. Un’esperienza che, racconta, la aiuta a intervenire sull’infrastruttura quando serve e ad analizzare al meglio i dati. Anche sul piano legale, spiega, conoscere bene la gestione dei dati le permette di capire fin dove spingersi e quando fermarsi.
Se questa storia ti ha incuriosito, prosegui con Francesco Finazzi di Myndoor, che usa l’intelligenza artificiale per proteggere la salute mentale in azienda, e con Gianmarco Troia di Qwince, che lavora sulla fiducia nei dati sanitari.
Questa puntata di Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su attività di business e startup innovative, è per chi la sera torna a casa a piedi e vuole farlo con più tranquillità, e per chi sviluppa un’innovazione basata su dati sensibili e deve proteggere la privacy di chi la usa.