Con questa puntata abbiamo ospitato Matteo Fabbrini, fondatore e CEO di FABA, il raccontastorie audio senza schermi per bambini diventato in pochi anni il giocattolo più venduto in Italia.
Il percorso di Matteo non è stato lineare. Con Maikii ha costruito un leader globale nel gadget tecnologico, poi ha visto crollare il suo mercato di riferimento. A quel punto ha scommesso sull’apprendimento attraverso il gioco. In questa puntata Matteo Fabbrini racconta la nascita di FABA, legata a quella di sua figlia, e cosa ha imparato costruendo un’azienda di edutainment.
FABA, dalle chiavette USB di Maikii all’audio per bambini
Matteo è cresciuto dentro l’azienda di famiglia. Da bambino girava tra le scrivanie, ascoltava le telefonate e partecipava alle riunioni giocando, in un ambiente che trovava affascinante e per niente stressante. Il suo sogno, però, era fare il giocatore di basket, sport che ha praticato dai cinque ai quarant’anni. Finita l’università e l’esperienza part time in azienda, è partito per un master a Boston con l’idea di fermarsi lì per un po’. Dopo due settimane un problema di salute lo ha costretto a rientrare in Italia per un’operazione.
Quel risveglio brusco dal sogno americano, vissuto da Matteo un po’ come una sconfitta, è diventato il suo momento sliding doors. Da lì ha deciso di fare impresa per conto suo, staccandosi dal percorso della famiglia, che all’inizio era scettica. Sono arrivate tre aziende lanciate quasi in contemporanea, tra cui Maikii ed Exclama. Il successo lo ha trovato con un’idea di business concreta, le chiavette USB con le licenze di Star Wars, fino ad avere un ufficio a San Francisco. Gerta lo definisce un imprenditore multipotenziale e lui riconosce il merito di un team forte di collaboratori e soci.
Matteo Fabbrini, FABA e il film fatto per le orecchie
FABA è partita nel 2019 e per Matteo Fabbrini è nata insieme a sua figlia. Sono due progetti di vita quasi contemporanei e non saprebbe dire quale sia arrivato prima. Alla soglia dei quarant’anni voleva rilanciare la sua carriera in modo più maturo. Cercava qualcosa che stimolasse l’immaginazione dei bambini e li tenesse lontani dagli schermi, da quella zombie mode che vedeva nei figli dei suoi amici. Il team però lavorava con grandi licenziatari e piattaforme e non aveva mai prodotto in prima persona contenuti audio per bambini.
Il primo errore, ammette Matteo, è stato mettere dentro quella scatola magica i contenuti che già c’erano sul mercato, sperando che funzionassero così com’erano. Col tempo il team ha capito che un bambino vuole essere immerso in un’avventura. Servono suoni, ambientazioni, ritmo, pause, musica ed effetti, cioè un audio movie, un film fatto per le orecchie. Secondo Matteo, anche grazie a questa innovazione oggi altri player dell’audiolibro seguono la stessa strada. Intanto l’azienda ha raccolto oltre 8 milioni di euro da fondi di venture capital ed è già profittevole.
I temi della puntata
- Il dubbio, arrivato negli ultimi anni, su come sarebbe andata concentrandosi su una sola azienda, senza però rinnegare nulla del percorso fatto.
- La scoperta di altre tre startup europee con la stessa idea imprenditoriale, letta come validazione del modello e segno di un bisogno reale.
- Come convivono impatto e profitto in un prodotto che accompagna le famiglie per anni, potenzialmente fino ai sei o otto anni dei figli.
- Il legame di FABA con le singole lingue e culture, un limite alla scalabilità che diventa anche un fossato contro le incursioni dei concorrenti.
- Il successo, che a 25 anni voleva dire vincere e far crescere i numeri e oggi passa dai messaggi delle mamme. Una scrive che il figlio si addormenta ogni giorno ascoltando FABA, un’altra che il suo bambino non dipende più dal tablet per i cartoni.
- Il consiglio ai giovani imprenditori di concentrarsi su una cosa alla volta e soprattutto di innamorarsi dell’esperienza da offrire alle persone, più che del prodotto.
Chi è Matteo Fabbrini
Matteo Fabbrini, fondatore e CEO di FABA, è un imprenditore cresciuto nell’impresa di famiglia, dove ha lavorato part time mentre finiva l’università. Dopo il master a Boston interrotto per motivi di salute ha avviato un percorso tutto suo. Ha lanciato quasi in contemporanea tre aziende, tra cui Maikii ed Exclama. Nel 2019 è partito con FABA e più o meno nello stesso periodo, verso i quarant’anni, è diventato padre. Ha giocato a basket per 35 anni di fila e da piccolo sognava di farne il suo mestiere.
Imparare giocando è anche il filo conduttore della puntata con Valeria Cagnina di OFpassiON, mentre per la raccolta di capitali ascolta Giancarlo Rocchietti del Club degli Investitori.
Una puntata di Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su attività di business e startup innovative, per chi pensa di rilanciare la propria carriera con un nuovo progetto d’impresa e per chi sogna un prodotto per l’infanzia che accompagni le famiglie per anni e sia sostenibile anche sul piano economico.