Con questa puntata abbiamo ospitato Annamaria Bernardini de Pace, avvocata divorzista, scrittrice e giudice televisiva di Forum, alla guida dello Studio Legale Bernardini de Pace, che da Milano è arrivato a sette sedi in Italia.
Il pubblico la conosce come l’avvocato del cuore. In puntata Annamaria ci ha raccontato di esserlo stata fin dal primo giorno. Oggi tiene anche una rubrica su Gente che porta lo stesso nome. Si occupa di famiglie e si sente soprattutto l’avvocato dei figli, perché vuole che i coniugi si separino come coniugi e restino uniti come genitori. Riconosce di cominciare sempre con la guerra, perché senza guerra non si può dichiarare la pace. La pace che cerca è quella tra due genitori che si occupano dei figli con amore.
Studio Legale Bernardini de Pace, separazioni e diritto di famiglia
Da Forum ai grandi talk show Annamaria ha un volto televisivo molto amato. Gerta le ha chiesto come faccia, da imprenditrice della propria immagine, a far convivere popolarità televisiva e rigore dell’avvocata che deve convincere un giudice. Molti professionisti temono che la sovraesposizione tolga credibilità. Lei ammette di non averci mai pensato. L’autorevolezza, spiega, se l’è guadagnata lavorando sempre ed essendo sempre disponibile. Il cliente con il suo dolore conta più di una cena, di un compleanno, perfino del sonno, e il cellulare resta acceso giorno e notte.
Anche i libri fanno parte della sua idea di business. Nascono da una spinta che Annamaria dice di aver sempre avuto, quella di educare il mercato. Il primo, Separiamoci insieme, era già un invito a separarsi senza combattersi, pensando ai figli. Poi sono arrivati Cuore contro cuore e, nel 2009, Diritti diversi, dedicato a come venivano trattate le persone omosessuali. Già nel 1986 scriveva per i clienti omosessuali i contratti di convivenza, che allora non esistevano. Servivano a tutelare chi non poteva andare in ospedale dal compagno o, se questi moriva, veniva cacciato di casa dai parenti.
Annamaria Bernardini de Pace, giurisprudenza e lavoro di squadra
Annamaria racconta di aver fatto moltissimo per cambiare la giurisprudenza. Circa trent’anni fa chiese a una giudice della nona sezione civile del Tribunale di Milano di nominare un commercialista come consulente d’ufficio, per controllare gli estratti conto delle due parti. Fino ad allora alle donne separate si davano sempre 300 mila lire, che fossero mogli di un banchiere o di un bancario, e a lei sembrava ingiusto. La giudice accettò e, secondo il suo racconto, da quel momento tutti i giudici vollero il commercialista e cominciarono a calcolare un tenore di vita diverso caso per caso.
Nel modo di fare impresa di Annamaria lo studio funziona come una macchina perfetta e si regge sulla squadra. Ogni causa e ogni lettera le prepara con i suoi ragazzi. Quando le collaboratrici più brave si sposavano e volevano lasciare Milano, ha aperto nuove sedi a Roma, Padova e Bari pur di non perderle. In studio si possono portare i figli, perché deve restare una grande casa fatta di cuore e di intelligenza. L’intelligenza artificiale per ora la respinge senza mezzi termini. Preferisce quella naturale, che cerca in ogni candidato al colloquio.
I temi della puntata
- Perché per Annamaria essere l’avvocato del cuore è un modo di lavorare fin dal primo giorno e come l’autorevolezza nasca dalla disponibilità verso i clienti.
- Perché i libri, da Separiamoci insieme a Diritti diversi, servono a educare il mercato e ad anticipare temi sociali.
- Le innovazioni che Annamaria rivendica nel diritto di famiglia, dai contratti di convivenza scritti nel 1986 per i clienti omosessuali al tenore di vita calcolato con l’aiuto di un commercialista.
- Come l’idea imprenditoriale di Annamaria abbia portato il suo studio legale da Milano a sette sedi in Italia. Per guidarlo controlla ogni atto e delega solo a chi ha dato prova di essere bravo e indipendente.
- Come si difende la reputazione del proprio business nei casi mediatici, con un’indifferenza regale verso la stampa e più protezione per i clienti noti.
- Il confronto tra intelligenza artificiale e intelligenza naturale, e perché secondo Annamaria un algoritmo non sa muoversi in un conflitto giudiziario.
Chi è Annamaria Bernardini de Pace
Annamaria Bernardini de Pace è un’avvocata specializzata in diritto di famiglia, considerata la più celebre divorzista d’Italia. Ha cominciato circa quarant’anni fa, quando gli avvocati dedicati soltanto alle famiglie praticamente non c’erano, e la scelta di specializzarsi è nata da un suggerimento di Indro Montanelli. Da allora ha seguito più di ottomila separazioni. Guida lo Studio Legale Bernardini de Pace e ha scritto libri come Separiamoci insieme, Cuore contro cuore e Diritti diversi. Siede tra i giudici di Forum e tiene su Gente la rubrica L’avvocato del cuore.
Chi lavora con lei impara presto le sue regole. Annamaria ammette di essere molto esigente, verifica tutto anche dopo aver concesso fiducia e alza la voce quando serve, perché vuole la perfezione e il cliente deve essere felice del lavoro fatto. Ai clienti non dà quasi mai ragione, perché per loro è la prima separazione, al massimo la terza, e lei ha molta più pratica. A chi vuole affermarsi consiglia di fare il proprio lavoro con amore e di onorarlo ogni minuto, mettendoci il cuore.
Chi vuole approfondire come si costruisce e si protegge la reputazione, e come persone e intelligenza artificiale lavorano insieme in una squadra di professionisti, può ascoltare anche la puntata con Jessica Malfatto di Disclosers, e poi quella con Maurizio Tricarico di Consulting Valley.
Una puntata di Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su attività di business e startup innovative, per chi guida uno studio professionale e si chiede come far crescere un’impresa fatta di persone senza perdere il rapporto diretto con i clienti e con la propria squadra.