Con questa puntata abbiamo ospitato Gianluca D’Agostino, cofondatore di The Techshop, la SGR che gestisce un fondo di venture capital early stage dedicato alle startup italiane del software B2B e del SaaS.
Ingegnere innamorato della telefonia mobile fin dagli anni Novanta, Gianluca ha iniziato in grandi aziende come TIM. Poi è passato alle startup, che ha vissuto da manager, da imprenditore con Neomobile e oggi da investitore. Ci ha raccontato come questo percorso, compresi dieci anni a Londra, sia diventato un metodo per scegliere e accompagnare i founder.
Gianluca D’Agostino e The Techshop, un fondo per il SaaS italiano
Gianluca D’Agostino elabora il progetto di The Techshop tra il 2019 e il 2020 insieme al socio Aurelio Mezzotero. L’idea era portare in Italia un modello già visto negli Stati Uniti e in altri mercati, un fondo early stage per startup pre seed e seed. A differenza di molti fondi generalisti, The Techshop investe solo nel software B2B e soprattutto nel SaaS. Il software in abbonamento è perfetto per le piccole e medie imprese che formano il tessuto industriale italiano. Per questo anche in Italia possono nascere campioncini del SaaS, a patto che un fondo ci investa.
Dietro la scommessa sull’Italia c’è l’esperienza internazionale di Gianluca. Con Neomobile ha aperto uffici in tutto il mondo e ovunque ha visto italiani capaci di fare grandi cose. L’ecosistema è ancora indietro rispetto ad altri paesi europei, ma la carenza di ingegneri e informatici pesa meno di un tempo. Oggi API e strumenti già pronti permettono a piccoli team di arrivare presto sul mercato. Tra chi ha aperto questa strada c’è Kong, azienda fondata da italiani. Così la creatività italiana fa la differenza nell’innovazione, un nuovo Made in Italy.
Come Gianluca sceglie le startup per The Techshop
Con aziende così giovani, racconta Gianluca, ha poco senso studiare i numeri su Excel. Si guarda anzitutto al team di founder e quasi mai si investe su un fondatore solo. Servono almeno due persone, con competenze complementari di business e di sviluppo software. Poi si analizzano il prodotto, spesso ancora un MVP, e il mercato. Nella valutazione contano anche gli investitori del fondo, con CDP Venture Capital come cornerstone investor. Accanto a CDP ci sono una quarantina di imprenditori, professionisti e manager, che danno dritte sulle aziende e aiutano le startup a vendere.
Di solito, spiega Gianluca D’Agostino, The Techshop entra come lead investor, il primo fondo nel primo round importante. In Smartpricing, azienda SaaS trentina di software per hotel e property manager del mondo Airbnb, è entrato nel 2022. L’ha poi seguita round dopo round fino a quello del fondo francese Partech, aiutando i founder a scegliere il partner giusto. Con Shop Circle, che sta decollando a livello globale tra le app per Shopify, il fondo non è stato lead investor. Vi è entrato un po’ più tardi, quando l’azienda era già troppo grande perché il suo capitale bastasse a guidare il round. Lì Gianluca ha ritrovato le dinamiche degli app store vissute con Neomobile.
I temi della puntata
- Lo scambio tra i founder del portfolio, che The Techshop fa parlare tra loro, e il supporto di angel e mentor che a Gianluca è mancato vent’anni fa, quando in Italia il venture capital quasi non esisteva.
- Come un fondo di società software concilia progresso tecnologico e impatto sociale, escludendo chi estrae petrolio o carbone e guardando anche al fintech che permette di pagare a rate il dentista o il veterinario.
- Le lezioni di Neomobile che Gianluca porta alle startup, come cercare per tempo le persone giuste e internazionalizzare presto, una strada già presa da molte aziende del portfolio, tra cui hlpy.
- Cosa ha insegnato a Gianluca il lavoro da business angel, iniziato a Londra, e perché un fondo che vede dieci o venti volte più idee di business di un singolo angel può scegliere meglio.
- Il progetto di messaggistica rimasto sulla scrivania ai tempi di Neomobile, molto vicino a quello che sarebbe diventato WhatsApp.
- Il futuro del venture capital in Italia, che ha bisogno di più fondi e di più risparmio privato investito nelle startup innovative, come motore di innovazione per il tessuto industriale.
Chi è Gianluca D’Agostino
Gianluca D’Agostino è un ingegnere e imprenditore del tech con oltre vent’anni di esperienza nel mondo delle startup. Dopo molti anni nelle corporate ha cofondato Neomobile, azienda del mobile. Con quell’azienda ha vissuto un percorso molto lungo, nel quale anche il mercato è cambiato. In ufficio tiene ancora la foto del team all’apice, una trentina di giovani donne e uomini. Ha vissuto dieci anni a Londra, dove ha iniziato l’attività di business angel ed è stato nel board di una small cap quotata di Cambridge.
In Italia ha proseguito con Italian Angels for Growth, il principale network di business angel del paese. Un passo alla volta ha capito che per investire sul serio non basta fare l’angel, serve un’azienda strutturata. Da questa convinzione è nata l’idea imprenditoriale con cui Gianluca D’Agostino ha cofondato The Techshop, una SGR sottoposta alla vigilanza di Banca d’Italia e Consob. È padre, e nel pitch con cui ha raccolto il fondo si è rivolto proprio agli altri genitori. Li ha invitati a investire perché i loro figli possano trovare un giorno un bel lavoro in Italia.
Sul lavoro dei business angel ascolta Giancarlo Rocchietti del Club degli Investitori, mentre Alex Roggero di Crono racconta i primi passi di una startup SaaS B2B.
Una puntata di Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su attività di business e startup innovative, per chi sta pensando di lasciare un lavoro sicuro per lanciare una startup tech. Secondo Gianluca chi fa questo passo ha una grande idea e molto coraggio, e merita rispetto e supporto.