Con questa puntata abbiamo ospitato Alex Roggero, cofondatore di Crono, startup con sede a Londra che ha creato una piattaforma all in one per le vendite B2B, dalla generazione dei lead fino alla gestione delle opportunità.
Alex ha lavorato per più di dieci anni nel mondo delle vendite. Da lì è nata la voglia di cambiare un’industria che definisce favolosa ma molto vecchia. Con gli altri tre cofondatori ha deciso di costruire lo strumento che nessuno di loro trovava sul mercato. Il filo della conversazione sono i primi due anni della startup, dagli investitori ai grandi clienti. Alex racconta anche come i dati e l’intelligenza artificiale stanno cambiando il lavoro dei commerciali.
Crono, la piattaforma che porta i dati nelle vendite B2B
L’idea di Crono nasce dall’insofferenza condivisa per strumenti di vendita poco intelligenti. Alex e due degli altri cofondatori venivano da anni di vendite. I due soci avevano lavorato sia in grandi realtà come Salesforce a Dublino e Microsoft sia con vendor locali. Avevano visto crescere LinkedIn accanto a telefono e mail e capito quanto conta usare i dati per personalizzare una proposta commerciale. Così si sono licenziati tutti e quattro quasi insieme. Hanno passato un’estate nello scantinato della casa di Lorenzo, uno dei soci, sul Monte Amiata in Toscana.
Pochi mesi dopo il lancio, l’idea imprenditoriale sviluppata in quello scantinato convince il primo investitore, SFC Capital. È un fondo londinese tra i primi a investire in Cognism, unicorno dello stesso settore. Seguono business angel e fondi come Aticco Ventures di Barcellona, l’estone Startup Wise Guys e Digital Magics, oggi Zest. Crono supera i 100 clienti B2B. Il cliente storico WeRoad l’ha adottata prima in Italia e poi in Francia, Spagna, Germania e Regno Unito. Tra gli altri ci sono Up2You, Serenis, TeamSystem, il Web Summit di Lisbona e Alibaba Europe, conquistata battendo concorrenti statunitensi.
Alex Roggero e Crono, dal bridge round alle integrazioni con i CRM
Il team conta 16 persone e ha avuto colleghi da Colombia, Argentina e Corea del Sud. In vista del seed round, previsto per fine marzo 2025, la startup ha chiuso un bridge round da 650 mila euro. Dopo la due diligence sono entrati nel capitale due scout legati a Sequoia e Accel. La società ha sede a Londra ed è una LTD, perché lì bastano dieci minuti e cento sterline. La SRL italiana, aperta un anno dopo, ha richiesto un paio di mesi, un notaio e qualche migliaio di euro.
Quando Gerta definisce la piattaforma un CRM, Alex precisa che è nata per integrarsi con i CRM più diffusi. I tre scelti sono Salesforce, HubSpot e Pipedrive, che secondo le loro ricerche coprivano circa il 90% del mercato potenziale. Si parte dai filtri sulle aziende e si individuano le persone giuste. Poi se ne arricchiscono i contatti con un approccio a cascata, detto waterfall, su database conformi al GDPR. Infine si costruiscono sequenze multicanale tra LinkedIn, mail e telefonate, decidendo cosa automatizzare, e ogni messaggio si personalizza con i dati del lead.
I temi della puntata
- Come è cambiato il B2B SaaS da quando Salesforce, nel 1999, ha portato il software nel cloud, e perché per Alex non è una bolla destinata a sgonfiarsi come il metaverso.
- Il venditore medio che, secondo le ricerche di Gartner, usa tra gli 8 e i 12 strumenti e perde gran parte del tempo nel data entry, copiando dati da una piattaforma all’altra.
- Le PMI italiane che hanno sempre venduto con agendine e fogli Excel e che, senza dati, rischiano di restare fuori dall’intelligenza artificiale. Parlando con una persona di uno dei più grandi gruppi industriali italiani, Alex ha raccolto un’idea che non gli dispiace. Si tratta di affiancare a chi lavora da sempre allo stesso modo nuovi uffici con persone più abituate alla tecnologia.
- Perché la società ha sede a Londra e cosa manca all’ecosistema startup italiano, che Alex continua a sostenere portando in Italia il know how e l’innovazione che vede agli eventi internazionali.
- Il sogno di usare l’intelligenza artificiale per la mobilità, l’inquinamento e le disuguaglianze di Milano. Sulla circolare 90, la mattina, viaggiano fianco a fianco gli studenti della Bocconi e chi va alla mensa del Pane Quotidiano.
- A chi ha un’idea di business nel cassetto e vuole fare impresa nel B2B SaaS, Alex consiglia di diffidare dell’hype e di scegliere i cofondatori giusti. Suggerisce anche di fare domande a chi ha già sbagliato e di non regalare quote ad advisor che chiedono il 5% all’inizio.
Chi è Alex Roggero
Alex Roggero è un imprenditore milanese, cofondatore di Crono, che ha costruito la sua carriera tra vendite e marketing. Dopo il diploma in musica, qualche disco inciso e un periodo nelle vendite, è passato al marketing in una piccola agenzia. Lì ha lavorato spalla a spalla con un mentore che, racconta, è tra i pochissimi italiani citati nel libro di Kotler. Crono non è il suo primo progetto d’impresa, e Alex dice che se è arrivato fin qui è anche perché in passato ha sbagliato tanto.
Fuori dall’ufficio scrive e fa musica, passioni che lo aiutano a staccare la testa dal business. Nella fase iniziale di una startup le giornate arrivano a 12, 14 o 16 ore, e senza questi sfoghi, dice, sarebbe già finito in burnout. Ha scritto un romanzo su Milano, 20100, che prende il titolo dal CAP della città. Ha anche passato intere notti su Suno, la piattaforma che crea canzoni con l’intelligenza artificiale. Gliene aveva parlato per primo Rocco Tanica di Elio e le Storie Tese.
L’altro lato del tavolo, quello di chi investe nelle startup SaaS, lo racconta Gianluca D’Agostino di The Techshop, mentre sul software nato in Italia e sul suo ecosistema trovi la puntata con Max Brigida di Software Italiani.
Una puntata di Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su attività di business e startup innovative, per chi lavora nelle vendite B2B e vuole usare meglio i dati, e per chi sta pensando di fondare una startup SaaS e cerca consigli concreti su soci, investitori e quote.