Con questa puntata abbiamo ospitato Marco Trombetti, imprenditore informatico e investitore, ideatore di Pi Campus e cofondatore di Translated, la società nata a Roma nel 1999 che ha portato l’intelligenza artificiale al fianco dei traduttori professionisti.
Pioniere del settore, Marco considera la traduzione uno dei più grandi problemi dell’umanità da risolvere. Senza capirsi, spiega, è difficile cooperare su sfide come il cambiamento climatico o un viaggio su Marte. Con noi ripercorre le scelte che hanno fatto crescere la sua idea imprenditoriale, dalla fiducia nei primi clienti online a MateCat reso open source. Parla anche del fondo con cui investe nelle startup. Poi lo sguardo si sposta sul futuro dell’intelligenza artificiale e su cosa manca al talento italiano per fare il salto di qualità.
Translated e Pi Campus, fare tecnologia e AI da Roma
Quando conosce Isabelle, linguista e poi sua moglie, Marco studia fisica e sviluppa software all’università. Dopo la laurea Isabelle fa uno stage in una società di traduzione. A Marco racconta di traduttori in fila per il pagamento, che aspettano un’ora che il titolare compili l’assegno, e di testi medici affidati a un traduttore legale perché è l’unico disponibile. Da quei racconti nasce la loro idea di business, usare internet per far lavorare da casa i migliori traduttori professionisti del mondo e pagarli a distanza. «Non ci siamo innamorati di una soluzione, ci siamo innamorati dei problemi», ricorda Marco.
Per Marco Trombetti la decisione migliore di Translated arriva subito, al lancio, ed è una scelta di coraggio. Quando quasi nessuno si fidava di internet, l’azienda decide di fidarsi di utenti mai visti. Il cliente ordina la traduzione, la riceve e paga la fattura solo dopo, senza nemmeno inserire il numero della carta di credito. Secondo lui è stato il primo e-commerce al mondo, e forse ancora oggi l’unico, a far pagare dopo l’acquisto. È come se su Amazon si potesse ricevere un televisore e saldarlo in seguito. Ne è nata una fiducia reciproca fortissima.
Marco Trombetti, Translated e l’ecosistema da costruire
L’open source fa parte della cultura dell’azienda, nata con Linux. Nel 1999 per avviare un’azienda tecnologica poteva servire un database Oracle da 100.000 euro, mentre Linux, MySQL e PHP erano gratuiti. Per restituire qualcosa a quell’ecosistema Translated ha rilasciato in open source MateCat, lo strumento che propone ai traduttori un suggerimento dell’AI da correggere, e il modello di traduzione automatica ModernMT. Quando le Big Tech hanno iniziato ad abusarne, alcuni prodotti sono stati ritirati. MateCat c’è ancora, e per Marco il mercato è ormai maturo per riaprire altre tecnologie.
Pi Campus nasce invece dalla solitudine. Fare tecnologia a Roma dal 1999, e a maggior ragione occuparsi di AI, voleva dire avere i clienti già tutti in California. Avevano scoperto un modo diverso di fare impresa, di affrontare i problemi e di gestire il fallimento, ma intorno a loro nessuno li capiva. Così hanno deciso di costruirlo loro, l’ecosistema. Con una parte dei profitti è nato un fondo di investimento che ha all’attivo 68 operazioni. Oltre al capitale, nella fase iniziale ha ospitato le startup nei propri uffici.
I temi della puntata
- Perché all’inizio una linea piatta e una crescita esponenziale si somigliano tantissimo, e molti founder mollano prima di scoprire di essere già sulla strada giusta.
- Le auto a guida autonoma che Marco ha visto a San Francisco più numerose degli Uber e l’idea che nell’intelligenza artificiale il futuro esista già, solo in altri posti.
- La sfida di imparare a gestire un’intelligenza superiore alla nostra, perché quella delle macchine raddoppia o triplica ogni anno mentre quella umana è ferma da centinaia di anni.
- Il talento italiano, che secondo Marco c’è come in ogni altro paese, e la sindrome di inferiorità per cui i giovani sognano di lavorare per Google invece di creare la prossima Google.
- I consigli a chi vuole lanciare una startup, cioè innamorarsi dei problemi delle persone e circondarsi di persone naïf, che sottostimano le difficoltà e così aprono spazio all’innovazione.
- Come Marco sceglie i progetti in cui investire, preferendo quelli con traction che crescono settimana dopo settimana anche quando non si capisce bene cosa facciano.
Chi è Marco Trombetti
Marco Trombetti è un imprenditore informatico e investitore che lavora a Roma, dove nel 1999 ha fondato Translated con la moglie Isabelle, linguista. Ha studiato fisica e all’università sviluppava software. Oltre all’azienda di traduzione, il suo nome è legato a Memopal e a Pi Campus, il fondo di investimento che ha creato per le startup. Va spesso in California, dove è salito sulla sua prima auto a guida autonoma quando in Europa sembrava una cosa fuori da ogni logica.
Dice di non avere una routine quotidiana né un libro da consigliare, perché legge pochissimo e impara molto più in fretta facendo le cose. Sta cercando di liberare la sua agenda, visto che le migliori opportunità della sua vita sono arrivate all’improvviso e chiedevano di agire subito. Quando un tema lo incuriosisce, come gli agenti AI e MCP, invece di leggerne costruisce un agente e ne scopre da solo i limiti reali.
Sulla fiducia nel tech italiano ascolta anche Max Brigida di Software Italiani, sull’intelligenza artificiale al lavoro nelle imprese Maurizio Tricarico di Consulting Valley.
Da ascoltare per chi sta costruendo una nuova impresa e fatica a vedere i primi risultati, e per chi si chiede come l’AI possa affiancare il lavoro delle persone, a partire dalla traduzione. Una conversazione di Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su attività di business e startup innovative.