Con questa puntata abbiamo ospitato Max Brigida, fondatore di Software Italiani e ideatore di IT’S WEEK, un imprenditore esperto di SaaS e marketing automation che lavora per far conoscere alle aziende le soluzioni tecnologiche nate in Italia.
Max si occupa di software da più di vent’anni, prima come utilizzatore per la sua agenzia di marketing e poi come creatore. La sua missione è far entrare anche la tecnologia tra le eccellenze del Made in Italy. Attorno a questa idea imprenditoriale, dal 2022 ha costruito un ecosistema per mappare e far conoscere l’innovazione tecnologica italiana.
Max Brigida e Software Italiani, dal marketing al tech Made in Italy
Il percorso di Max parte da un’agenzia di marketing. Più di vent’anni fa, per velocizzare le campagne dei clienti, comincia a usare i primi software, quando se ne parlava ancora poco. Poi investe in una società di software e ci entra anche a livello operativo. Il primo prodotto serve a inviare SMS ai clienti, prima dell’arrivo degli smartphone. Nel 2013 crea ADAonCloud, un software di marketing automation. L’anno dopo, racconta, lui e il suo team cominciano a introdurre l’intelligenza artificiale nel marketing conversazionale.
Max Brigida lancia il progetto Software Italiani nel 2022, spinto da un fastidio maturato vivendo all’estero. Non gli è mai piaciuto vedere il Made in Italy ridotto a food e fashion, sapendo che l’Italia ha tecnologie di punta. I software italiani sono più di 5.000, eppure nessuno li aveva raccolti in un unico repository. Da qui un ecosistema con un podcast, un osservatorio e l’Italian Tech Landscape, la prima mappatura dei software italiani per categoria, dal CRM all’ERP. Prima non si sapeva nemmeno quanti CRM ci fossero in Italia.
Da IT’S WEEK all’estero, i software italiani secondo Max Brigida
Il cuore dell’ecosistema è IT’S WEEK, la settimana dei software italiani, a cui ha partecipato anche Gerta. Lì le aziende italiane conoscono di persona i produttori di software per creare sinergie e lavorare insieme. Il principio è usare prima software italiani e cercare all’estero solo ciò che in Italia manca. Con un fornitore che parla la tua lingua risolvere un bug è più semplice. E con molti software americani, fuori dal perimetro del GDPR, i dati diventano metadati che le aziende finiscono per ricomprare con le campagne sui social.
L’Italian Tech Landscape serve anche a cambiare il paradigma della ricerca di capitali. Invece di cercare fondi fuori dall’Italia, porta agli investitori esteri la fotografia del tech italiano. Max ha portato il suo ultimo software in Spagna, America Latina, Francia, Inghilterra, Germania e Stati Uniti. A chi nasce in Italia con un’idea di business e vuole crescere all’estero consiglia di non avere mai due piedi nel fiume. Se scivoli, spiega, la corrente ti porta via. Un piede deve restare sulla terraferma, cioè un modello di business solido in Italia arrivato al break even. Solo dopo si verifica con delle prove se il software funziona anche all’estero, lavorando con persone del posto e soprattutto ascoltandole.
I temi della puntata
- Perché scegliere prima di tutto software italiani, tra assistenza nella stessa lingua, soldi e competenze che restano in Italia e meno fuga dei cervelli.
- Tra le quasi cento puntate del suo podcast La Tecnologia Made in Italy, Max ricorda quella con Daniele Ratti, CEO di Fatture in Cloud, che resta verticale sull’Italia perché con oltre 5 milioni di PMI il mercato è ancora praticamente infinito.
- I cinque fallimenti e le tre exit che Max dichiara nel suo profilo LinkedIn e il fallimento come tappa del percorso, da non prendere sul piano personale.
- Il marketing conversazionale basato sull’intelligenza artificiale, con assistenti virtuali attivi dalle 9 del mattino alle 9 del mattino dopo per gestire i primi contatti con i clienti.
- L’idea che l’innovazione non abbia nazionalità e le tante startup del Sud che riportano persone nelle loro regioni, perché oggi si innova da Milano come da Manfredonia.
- Il senso di essere un tech evangelist e la fiducia nel tech italiano, dagli acquedotti romani a Olivetti fino agli scafi della Coppa America di vela.
Chi è Max Brigida
Max Brigida è un imprenditore con un passato nel marketing, fondatore di Software Italiani e ideatore di IT’S WEEK. È anche investitore e membro di CDA ed è stato docente di marketing conversazionale basato sull’intelligenza artificiale, un impegno che oggi ha in parte lasciato. Circa l’80% delle sue giornate va al ruolo di fondatore. Ha vissuto in 14 paesi, in Spagna per più di vent’anni. Parla quattro lingue, ha studiato in Inghilterra e ha fatto un master negli Stati Uniti. Quando parla di innovazione al Sud cita Manfredonia, sul Gargano, come la sua città.
Ai giovani che vogliono affermarsi nel tech italiano consiglia di non avere paura di rischiare e di sbagliare, di pensare in grande e di sognare. Sbagliare, ricorda, si può anche da adulti, come è capitato a lui. L’importante è pensare di potercela fare e mettere in pratica tutto quello che si ha per far succedere le cose.
Sull’intelligenza artificiale nel servizio clienti ascolta anche Sandro Parisi di Eudata, sul Made in Italy che vende all’estero Valentino Bergamo di Calicantus.
Una puntata di Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su attività di business e startup innovative, per chi produce software in Italia e cerca visibilità e per chi vuole portare la propria impresa all’estero senza perdere il terreno conquistato in casa.