Con questa puntata abbiamo ospitato Marta Basso, imprenditrice seriale e CEO di Brandplane, la startup nata per cambiare, anche con l’intelligenza artificiale, il modo in cui i team di marketing lavorano tra loro e con le agenzie esterne.
Oltre a guidare Brandplane, Marta è LinkedIn Top Voice e advisor per OverVentures, e ogni giorno si muove tra ruoli diversi. Nel podcast ha raccontato dove affonda le radici la sua vocazione imprenditoriale e come è cambiato il suo modo di intendere il branding. In chiusura ha detto che vorrebbe veder ricordata Brandplane per aver permesso alle agenzie di sopravvivere e di evolversi con la nuova tecnologia.
Marta Basso, dalla scintilla imprenditoriale a Brandplane
La scintilla risale a quando Marta aveva otto o nove anni. L’AIRC vendeva cassette di arance per finanziare la ricerca sul cancro e all’epoca le portava anche nelle scuole, così erano i bambini a venderle. Per lei fu la cosa più bella fatta fino ad allora, una piccola transazione commerciale con uno scopo, anche se i soldi non erano suoi. L’aveva quasi dimenticata, poi guardandosi indietro ha capito che era lì che si era accesa la scintilla da cui sono nate le sue idee imprenditoriali. Per questo è quasi sicura che l’imprenditorialità sia innata e difficile da insegnare.
Dall’idea di business iniziale di Brandplane sono nate col tempo altre opportunità. Come succede alle startup, Marta ha capito che il mercato era un po’ diverso da come lo immaginava. Alcune ipotesi erano giuste, altre sbagliate e da aggiustare. L’intuizione di fondo però ha retto. Tante attività del marketing non possono essere fatte tutte a mano, e un lavoro con tanto valore aggiunto non deve essere così frustrante. Poi ci sono le inefficienze del mercato, con persone che non possono permettersi un’agenzia e agenzie che non possono permettersi certi clienti.
Marta Basso tra l’AI di Brandplane e il branding personale
L’idea centrale, spiega, è stata vedere arrivare un’intelligenza artificiale capace di imparare i flussi di lavoro. Non a caso la prima cosa stravolta da ChatGPT è stata la scrittura, e quindi il marketing. Sull’AI che impara i flussi di lavoro, riconosce, la sua azienda è ancora agli inizi, come quasi tutte. Secondo lei sono indietro anche i grandi che dicono di aver già risolto il problema, come Microsoft, Google e i fornitori di LLM, perché è indietro l’adozione. Per lei siamo all’alba di una rivoluzione. Intanto accompagna le aziende con divulgazione, formazione e molta pazienza, per togliere la patina di ansia e paura attorno all’AI.
Il suo branding personale cambia con le esperienze, soprattutto ora che per la prima volta ha fondato qualcosa che assorbe tutta la sua vita. Il metodo è provare cose nuove abbastanza a lungo prima di giudicarle. A Gerta ricorda che il 99% dei podcast si ferma sotto le 21 puntate. La parte più difficile è mantenere le relazioni con la community e umanizzare questo rapporto. È diventata LinkedIn Top Voice nel 2020, dopo aver pubblicato contenuti dal 2017 senza mai cercare di vendere niente sulla piattaforma.
I temi della puntata
- Le arance dell’AIRC vendute da bambina fuori da scuola e la convinzione che la scintilla imprenditoriale sia qualcosa di innato.
- Il consiglio di un’investitrice sulla difficoltà che ognuno deve scegliersi nella vita, fare impresa o lavorare per qualcun altro, e il peso dell’autoconsapevolezza in questa scelta.
- Perché Brandplane punta sull’intelligenza artificiale per liberare i team di marketing dal lavoro fatto a mano e permettere alle agenzie di evolversi con la nuova tecnologia.
- Cosa significa essere LinkedIn Top Voice, un riconoscimento che non si sceglie e non si compra perché è LinkedIn a premiarti, e che ha pesato molto sulla carriera di Marta.
- Il ruolo di advisor per OverVentures e l’esperienza di marketing, sales e go to market che Marta porta alle startup, un aspetto a cui gli investitori guardano molto.
- Il rapporto con i soci e l’importanza, imparata da Marta sulla propria pelle, di sceglierli allineati su ciò che si vuole costruire.
Chi è Marta Basso
Marta Basso è un’imprenditrice seriale e multiprogetto, CEO di Brandplane, LinkedIn Top Voice dal 2020 e advisor per OverVentures. Si descrive come una persona molto curiosa che prova ogni innovazione tecnologica, convinta che l’unica cosa sbagliata sia non fare, perché l’inazione è peggio dei test e degli errori. Impara soprattutto dal confronto con chi ha cominciato a fare impresa prima di lei, con chi ha già fatto exit e con chi lavora in settori diversi dal suo. Per la formazione sceglie contenuti per lo più statunitensi, perché lì le cose arrivano prima, e tra i formati preferisce i podcast.
Trae ispirazione da libri, film e musei, ma i libri preferisce tenerli lontani dal business. Non crede in un equilibrio tra vita e lavoro uguale per tutti. Ognuno, dice, deve trovare il proprio guardandosi dentro ed essere chiaro con chi ha attorno nei periodi più duri. Alla giovane Marta direbbe quattro parole, «hai ragione, vai avanti», con l’invito ad avere meno paura, perché alla fine le cose si sistemano.
Se ti interessa LinkedIn come leva per costruire un’impresa, ascolta anche la puntata con Lorenzo Ferrari di smarTalks, mentre di agenzie e podcast marketing abbiamo parlato con Annalisa Terzoli di Bloomcast.
Una puntata di Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su attività di business e startup innovative, per chi lavora nel marketing e si chiede come l’intelligenza artificiale cambierà agenzie e team, e per chi sta per fondare un’impresa e vuole capire come scegliere soci davvero allineati.