Con questa puntata abbiamo ospitato Alberto Bezzi, fondatore di Concentrazione, la società di advisor networking che con il metodo del networking circolare mette in rete oltre 3000 manager per trovare soluzioni ai bisogni delle aziende.
Alla base del progetto c’è un momento di svolta. Alberto racconta che il suo socio gli ha portato via l’azienda e i clienti principali, e a fine anno anche i consulenti. Da quella crisi personale è ripartito da zero e ha trasformato la delusione in un modo nuovo di fare impresa. Nella puntata spiega come funziona il suo metodo e perché ha deciso di raccontarlo in un libro. Riflette anche sullo spazio che resta all’intelligenza umana nel business del futuro, accanto all’intelligenza artificiale.
Concentrazione, dalla crisi personale al networking circolare
Per Alberto la scelta più difficile della sua vita lavorativa arriva quando il socio se ne va con l’azienda. Si prende i clienti più grossi e gli lascia le briciole, come nella legge di Pareto. Al rinnovo di fine anno anche i consulenti che lavoravano su quei clienti passano con lui. Alberto deve decidere se avviare una causa, che lavoro fare e con chi ricominciare. Seguono nove mesi di depressione e il lavoro con una psicologa per uscire dal tunnel. Oggi dice di vivere così bene che rifarebbe tutto.
Al momento di ripartire mette in fila ciò che non vuole più, cioè uffici, consulenti, soci, clienti e fornitori. È un elenco che ha fatto ridere anche l’ultimo manager a cui l’ha raccontato. Da lì nasce Concentrazione, la società di Alberto Bezzi basata sul networking circolare. L’adesione è volontaria e gratuita e oggi riunisce più di 3000 manager di ruoli e aziende diverse. Ognuno può chiedere al network ciò che serve alla propria impresa, dal marketing al legal fino alla sicurezza informatica. In cambio offre tempo e conoscenze, al massimo una o due volte all’anno.
Alberto Bezzi e i tre filtri di Concentrazione
Ogni fornitore passa tre filtri. Deve essere consigliato da un manager e incontrato dal team di Concentrazione, che ne valuta la parte tecnica. Alberto chiama questi filtri semafori, e il terzo è la certificazione reputazionale. Si tratta di una telefonata a un manager dell’azienda indicata come referenza, per chiedere se il fornitore ha lavorato bene. Le richieste arrivano via mail, con ciò che serve, le soluzioni scartate, budget e tempi. Il network coinvolge al massimo cinque manager e risponde entro due giorni. Per Alberto tra cinque e sette incontri su dieci diventano contratti.
Il libro sul networking circolare, il primo dei quattro che ha scritto, nasce dopo il TEDx di Modena. Alberto sale sul palco del Teatro Pavarotti davanti a mille persone, con tre settimane di preparazione e tanta paura. Quando scende c’è chi lo chiama il signore del networking. In quei giorni qualcuno gli suggerisce di mettere il metodo per iscritto, come esempio per i manager più giovani. Per fare networking in questo modo, spiega, serve empatia, perché bisogna saper sintonizzare il proprio modo di essere con quello degli altri.
I temi della puntata
- La lampadina che si accende durante un incontro, come quando Alberto ha presentato il performer dello spettacolo All Inclusive al CIO di una Big Four che recita a teatro con la figlia.
- Il valore di un network trasversale, dove una richiesta dell’area legal può trovare risposta grazie all’HR manager di un’altra azienda.
- Perché a volte la risposta onesta è un no, come per l’azienda che voleva spedire ai giornalisti mail con allegati da 50 a 70 megabyte e si è sentita dire dai manager che sarebbero finite nello spam.
- Un’intelligenza artificiale meno recente di quanto sembri, già usata nell’industria per prevedere la sezione dei cavi, che potrà sostituire il data entry e parte della scrittura ma non il lavoro dell’idraulico o dell’elettricista.
- Il consiglio a un giovane imprenditore che ha perso tutto, prendersi qualche settimana per un viaggio da solo e poi unire i puntini finché non viene fuori il disegno di una nuova idea di business da provare.
Chi è Alberto Bezzi
Alberto Bezzi è un imprenditore che lavora da 37 anni e ha dato vita a Concentrazione. La sua idea imprenditoriale nasce dal bisogno di ricominciare dopo la perdita dell’azienda che guidava insieme a un socio. È autore di quattro libri, tra cui una raccolta di poesie. Con la sua palestra del networking aiuta i manager a riattivare i contatti della rubrica e di LinkedIn. Dice di essere sempre stato bene da solo, e che chi sta bene da solo sta bene anche con gli altri. Nei momenti di crisi parte per qualche settimana senza compagnia, anche se ammette che in Sud America c’è stato più divertimento che riflessione.
Anche Davide Cervellin di Office of Cards ha raccontato il suo TEDx e il libro, mentre di relazioni e fiducia parla Jessica Malfatto di Disclosers.
Una puntata di Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su attività di business e startup innovative, per chi deve ripartire da zero dopo una delusione professionale e per i manager che vogliono trasformare i contatti della propria rubrica in una rete di relazioni basata sulla fiducia.