Con questa puntata abbiamo ospitato Agostino Napolitano, Country Manager di Saipem in Qatar e autore del libro Non perdere la Trebisonda, in cui racconta la leadership e la gestione d’impresa attraverso storie vissute in prima persona.
Agostino è un ingegnere abituato a progetti da miliardi di dollari e a team internazionali, dal Messico al Qatar. Le prime lezioni di leadership però le ha imparate da piccolo, nel negozio di stoffe della famiglia a Lucera. In questa puntata ha raccontato un approccio anti guru alla leadership. Per lui si impara più dagli errori che dai manuali di successo, e le risposte vanno cercate nelle storie umane.
Dal negozio di stoffe di Lucera a Saipem, la leadership anti guru
Tutto comincia nel negozio di stoffe di famiglia a Lucera, dove Agostino ha capito da bambino che cosa vuol dire fare impresa. Agostino guardava il padre con i clienti e capiva che una vendita si chiude quando c’è equilibrio tra chi compra e chi vende, senza bisogno di urlare. Capiva anche che una stoffa tagliata male è persa, quindi serve competenza pure nei gesti semplici. Il titolo del libro viene da lì. Trebisonda è una delle poche parole italiane con dieci lettere tutte diverse. Ogni lettera stava per una cifra, così il costo della merce si scriveva in codice sulle scatole.
Agostino è cresciuto con i manuali della cultura occidentale, che mettono la competenza al centro, e ha imparato prima l’ingegneria, poi l’economia, la finanza e l’organizzazione aziendale. Col tempo ha capito che le aziende sono microcosmi fragili fatti di persone, e le persone sbagliano. Per questo bisogna imparare a sbagliare in modo sicuro, il fail safe degli inglesi. Gli errori non devono diventare catastrofici per la sicurezza di chi lavora o per i conti dell’azienda. Davanti ai problemi complessi conviene cercare insieme la domanda giusta, più che la risposta perfetta.
I titoli provocatori del libro di Agostino Napolitano
Ogni capitolo del libro ha un titolo provocatorio. Chi comanda non suda non vuol dire che il leader debba farsi da parte. Prima impara a fare le cose, poi a farle fare agli altri, perché chi è troppo dentro ai problemi perde la visione d’insieme. Agostino lo lega al principio di indeterminazione di Heisenberg, cioè da troppo vicino il problema non si vede. Nel negozio di famiglia come in tante imprese italiane, il fondatore forma collaboratori operosi ma non una classe dirigente, e quando lascia manca una seconda fila.
Un altro capitolo, La ruggine non dorme mai, parla del declino lento che aggredisce qualunque cosa si costruisca. Comincia quando tutto sembra andare bene, per questo serve manutenzione quotidiana. Nei team multiculturali guidati da Agostino la ruggine prende forme diverse. Nel Nord Europa è una burocrazia eccessiva che frena l’innovazione. In Medio Oriente, dove oggi Agostino Napolitano lavora per Saipem, è la difficoltà a esprimere apertamente la propria opinione. Serve un clima in cui ognuno parli con sincerità al capo, che resta responsabile delle decisioni ma non può avere tutte le risposte.
I temi della puntata
- Il codice della parola Trebisonda per nascondere il costo della merce e l’idea, imparata in negozio, che il lavoro debba sempre restituire quel costo più un margine.
- Perché un leader deve imparare a lavorare facendo lavorare gli altri e a preparare una vera classe dirigente, con processi efficaci e piena responsabilità.
- Come riconoscere la ruggine aziendale e come ottenere da un team opinioni sincere, anche feedback negativi, senza che nessuno si senta giudicato.
- Il peso dell’empatia nelle negoziazioni complesse, quando dopo aver studiato gli scenari con i colleghi è la relazione con la controparte a sbloccare uno stallo.
- Il capitolo L’ombrello c’è ma non si vede e i rischi del cambiamento organizzativo continuo, che non lascia il tempo di realizzare le cose buone e spinge a cambiare anche quello che funziona.
- Il consiglio ai giovani imprenditori di non inseguire la crescita continua, perché far crescere un’idea imprenditoriale significa anche saper togliere segmenti di business improduttivi, riunioni inutili e manager non all’altezza del ruolo.
Chi è Agostino Napolitano
Agostino Napolitano è un ingegnere, oggi Country Manager di Saipem in Qatar, abituato a guidare team con decine di nazionalità diverse. Le sue radici sono nel negozio di stoffe di famiglia a Lucera. La sua è una vita da nomade moderno, fatta di continui cambi di casa, paese e cultura. Oltre che ingegnere è musicista. Sta leggendo The Molecule of More, libro secondo cui chi ha attitudine per i numeri è spesso portato anche per la musica e l’arte.
Ovunque si trovi, porta con sé il calendario perpetuo che stava nel negozio del nonno. Conserva anche la data in cui lui e la sorella hanno deciso di chiudere il negozio, quando Agostino aveva 35 o 36 anni. Il calendario gli ricorda che anche un negozio con più di cento anni di storia può finire per scelte sbagliate o non adatte ai tempi. Gli ricorda inoltre che chiudere ciò che non rende più richiede un piano e molta forza, mai a cuore leggero. Vale per qualunque idea di business.
Se ti interessa la leadership vista da chi è stato manager in grandi aziende in Italia e all’estero, ascolta anche Davide Cervellin di Office of Cards, mentre della cultura del fallimento abbiamo parlato con Nicolò Soresina di Vittoria hub.
Una puntata di Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su attività di business e startup innovative, per chi guida persone e progetti in contesti internazionali e per chi, in una piccola impresa come in una grande azienda, vuole imparare a non perdere la Trebisonda.