Con questa puntata abbiamo ospitato Michele Mottura, fondatore di Naturale Italiano, l’azienda che dal 1995 porta i prodotti alimentari italiani a ristoranti e negozi all’estero, e CEO di EsportAzione Digitale, nata durante la pandemia.
Michele ha reinventato due volte il suo modo di fare export. La prima nel 1995, quando il mercato unico europeo apriva spazi nuovi a chi voleva vendere i prodotti italiani oltre confine. La seconda con il Covid, quando i suoi clienti erano chiusi per legge e il digitale era diventato di colpo familiare a tutti. Ha raccontato questo percorso, le sue idee sulla leadership e perché considera il cambiamento la lezione più importante per chi fa impresa.
Michele Mottura, da Naturale Italiano a EsportAzione Digitale
Michele comincia vendendo latte alimentare per un consorzio di Como. Quando l’azienda passa a Parmalat, che ha già una sua struttura commerciale, vengono licenziati tutti, lui compreso. A una fiera in Germania nota che il produttore italiano vuole vendere lotti da 200 chili di pasta, mentre ristoranti e negozi ne chiedono 10, 15 o 20. Sono gli anni in cui nasce il mercato unico europeo e da quel divario prende forma l’idea imprenditoriale. Nel 1995 Michele Mottura fonda Naturale Italiano per comprare grandi quantità e rivenderle direttamente. All’inizio punta sui prodotti freschi, difficili da trovare in Francia, Germania, Austria, Giappone e Stati Uniti.
Il secondo capitolo arriva con il Covid. Ristoranti e negozi restano chiusi per legge e Naturale Italiano si ferma quasi del tutto, con un calo del 75 per cento. Invece di aspettare i sussidi dello Stato, Michele prevede che la pandemia accelererà il digitale, costringendo anche i più restii a usare le call. Da questa intuizione nasce una nuova idea di business, EsportAzione Digitale, la startup con cui promuove i prodotti italiani senza il solito volantino o catalogo cartaceo. Molti, osserva, hanno cambiato per costrizione più che per convinzione, ma il balzo in avanti c’è stato.
Naturale Italiano e il cambiamento secondo Michele Mottura
Il filo che lega le due aziende è il cambiamento. Per Michele rivedere ogni giorno proposte e modello di business è il segreto per restare sul mercato e la lezione più preziosa dei suoi trent’anni da imprenditore. Conta fare un passo avanti, anche nella direzione sbagliata, perché chi continua a muoversi può correggere la rotta. Per questo guarda con spirito critico a una certa idea di Made in Italy e definisce il binomio tradizione e innovazione quasi un ossimoro. Come esempio cita la Ferrero, che al posto della tavoletta di cioccolato ha inventato una crema spalmabile che costa meno.
Lo stesso approccio vale dentro l’azienda, dove secondo Michele l’identità resta e sono procedure e processi ad adeguarsi. Da anni non stampa più, ogni postazione ha due monitor e in ufficio si lavora senza carta e perfino senza telefoni. Valentina, dell’ufficio acquisti, gestisce da casa migliaia di ordini all’anno e passa in sede il giovedì per stare con i colleghi. Ne hanno vantaggio tutti, con un risparmio di riscaldamento, benzina e traffico. Quanto alla leadership, conta l’autorevolezza che nasce dall’esperienza diretta, perché se hai bisogno di dire che sei il capo hai già perso.
I temi della puntata
- Il divario tra i grandi lotti dei produttori italiani e i piccoli ordini dei ristoratori all’estero, da cui è nata l’idea di Naturale Italiano.
- Il confronto tra incontri di persona e call, con il calore umano da una parte e dall’altra i 100 o 200 chilometri che in Lombardia significano mezza giornata di viaggio.
- Perché per Michele il termine intelligenza artificiale è una trovata giornalistica. Si tratta di programmi fatti da aziende e quindi da persone, strumenti come a suo tempo la fotocopiatrice o il telefono.
- Una lettura controcorrente della sostenibilità nel settore alimentare, con la coppia che a Tokyo cerca nella burrata le emozioni di una vacanza a Capri.
- La gestione del tempo tra due aziende con il criterio di urgenza e importanza, che oggi porta Michele a dedicare gran parte delle energie a EsportAzione Digitale.
- Il ritardo digitale dell’Italia e il consiglio ai giovani di cogliere le opportunità di business lavorando con altri, lontano dalla microimprenditorialità isolata.
Chi è Michele Mottura
Michele Mottura è un imprenditore che nel 1995 ha fondato Naturale Italiano, dopo un inizio da commerciale nel latte alimentare per un consorzio di Como. Oggi è CEO di EsportAzione Digitale. Racconta di non aver mai avuto una vocazione per i prodotti alimentari. Ha costruito il suo mestiere con impegno e studio, osservando la realtà e accettando di cambiare quando qualcosa non funziona. Il suo mantra è che sbaglia venti volte al giorno.
Tra i libri che gli hanno cambiato il modo di vedere le cose ci sono i tre volumi della Rivolta di Atlante di Ayn Rand, che parlano di meritocrazia e libera impresa. Con gli imprenditori sessantenni con cui parla per EsportAzione Digitale, scherza, ha il vantaggio di essere senza capelli e con la barba bianca come loro.
Sullo stesso filo si muovono le puntate con Stefano Boffi di Amastar e Fausto Walter Turco di MyDigit, che mostrano come il digitale possa far crescere un’impresa, dalle vendite sui mercati esteri alla trasformazione dei processi interni.
Una puntata di Idee Imprenditoriali, il podcast di Gerta Celaj su attività di business e startup innovative, per chi porta il cibo italiano sui mercati esteri e per chi sente che è arrivato il momento di ripensare processi e canali di vendita con il digitale.